Chi è Sara? Sara è stata una persona eccezionale. Chi volesse conoscere la sua storia, dovrebbe ascoltare a lungo i racconti dei suoi genitori, Andrea e Verena, o dei suoi fratelli, Lucia e Luca, o dei suoi nonni, o ancora dei tantissimi suoi amici, in particolare quelli della parrocchia, del gruppo scout e della squadra di pallavolo.
Non potrà però ascoltare Sara, se non in un’altra dimensione. Perché Sarà ci è stata strappata e questo lo avete già letto: a soli 13 anni, dopo un anno di sofferenze indicibili, per via di un crudele osteosarcoma che le ha divorato prima le ossa e poi la carne. Ma non l’anima.
Perché lei mai si è arresa. Fino all’ultimo ha voluto studiare, pur essendo in ospedale. Faceva i compiti, progettava di imparare nuove lingue, suonava la sua chitarra, disegnava, scriveva. Soprattutto, dava speranza, “costringeva” al sorriso. Fino all’ultimo giorno.
Quella di Sara non è un “bella storia”: è un fatto crudele. Nondimeno, proprio come nelle belle storie, la sua morte, come quella del chicco di grano, continua a portare frutti belli.
E così i suoi genitori si sono inventati il progetto “Sarà con noi”, per finanziare una borsa di studio di ricerca sull’osteosarcoma pediatrico. Il progetto è coordinato dalla Fondazione “Città della speranza”, di Padova. Chi volesse trovare informazioni può leggere qui.
A loro volta nonna Etta e nonno Memo, professori e scrittori affermati, hanno prodotto un’antologia di poesie, il canto lirico del loro dolore inconsolabile per la perdita della nipotina. Il libro si intitola “Tutto di te rimane” e chi lo acquista continua a finanziare la medesima borsa di studio.
Sì, Sara era di Padova: era una gran sportiva, ma non ha potuto correre la maratona che sognava di correre. L’idea le era venuta in mente proprio quando sperava di poter tornare a camminare. Ho avuto io l’esclusivo privilegio di correrla con e per lei.
Sì, Sara era una maratoneta nell’anima: in passato aveva già partecipato a gare di 10 km, oggi continua farci correre per non deluderla, per raggiungere le sue altezze.
Sì, anche questo è stata la “Maratona di Padova – Che il Santo ci aiuti!”: è stata la maratona di Sara. Che merita di più.



