Ultimo sopravvissuto. Ecco la gara come l’ho vissuta io.

Gara fuori dagli schemi come fuori dagli schemi sono gli ultrarunner che hanno deciso di presentarsi al via
Non parlerò, perché già fatto, del regolamento gara e del percorso da ripetere fin quando ne rimarrà soltanto uno.
Mi piace da matti questo format e so che posso fare bene .
Sono il primo ad iscriversi e gli ultimi a farlo, a mio parere saranno gli atleti da battere ,, sono Mister Mille Miglia Alimonti Daniele e il più volte nazionale h 24 Parigi Fausto, amici con cui ho corso tante gare e che godono della mia più incondizionata stima.
A Castellaneta Marina arrivo due giorni prima, ho tempo a disposizione e posso vedere in anteprima il percorso e se devo spiegare com’è lo definirei muscolare !
Ripasso mentalmente il percorso. Il tratto più temibile i 900 m di spiaggia, non porto ghette.
Non dovrò pensare ad inanellare giri veloci non serve in questo tipo di gara, devo tenere una media costante per arrivare almeno ai primi 100 km con 4-5 minuti di vantaggio sulla prossima ripartenza, il tempo mi serve per bere, mangiare e rilassarmi un attimo.
Il via viene dato alle nove di sabato 9 marzo da un campanaccio, Julius Iannitti ci chiama sulla linea di partenza.
Per quante ore dovrò girare ? Azzardo 30 ore ..il percorso è impegnativo.
Parto e come al solito i primi giri sono per scambiare battute e impressioni con tutti .
Poi mi isolo dal mondo esterno e per me esiste solo il mio passo ,il tempo che scorre ..faccio gara su me stesso, devo fare un giro entro 45 minuti e ripartire allo scadere del 45esimo minuto .
Mi sono preparato tutto l’inverno simulando la gara, adesso è tempo di capitalizzare gli allenamenti fatti .
Non ce la fai? Non potrai ripartire per un nuovo giro e considerato DNF.
Con l’andare del tempo giri fatti e ripartenze il gruppo degli atleti si screma, mi sento sicuro dei mie mezzi, nonostante l’età non mi pesa allenarmi seriamente.
Con l’arrivo della notte escono di scena Daniele Alimonti ( arrivato alla gara con i postumi non debellati di una influenza e partito per onor di firma ) per non avere rispettato il tempo di ripartenza e Fausto Parigi perché a corto di allenamento .
Dopo 23 giri (115 km) esce anche Sonia, anche lei a corto di allenamento, ma prontamente si mette a disposizione per assistermi in zona arrivo.
Comincio a pensare come continuare la mia gara e adotto la tecnica Alimonti Daniele lui ,Mister Mille Miglia : giri lenti per risparmiare energie arrivare in zona arrivo bere e mangiare al volo e ripartire .
Gli altri avversari preferiscono arrivare prima e sedersi quando arrivo io li vedo avvolti da coperte alcuni hanno freddo , io non ho tempo di raffreddarmi arrivo e riparto.
A notte fonda siamo in quattro a contendersi il titolo due giovani Giuseppe Matteucci, Antonio di Manno e due veterani il sottoscritto e Favia Domenico .
Giuseppe già incontrato nella 48 h di Policoro 2018 (lì ottimo secondo con284,9 km) al 28esimo giro da iniziare desiste dal ripartire ma è contento della sua gara.. è venuto a Castellaneta per saggiare la condizione per la ultramaratona Milano-Sanremo. Sì riparte in tre io, Domenico e Antonio, quest’ultimo ha perso in Giuseppe un po’ di compagnia , loro sono veloci sul giro , Domenico e specialmente io siamo più lenti .
È quasi alba, mi sento presente senza sfasamenti la notte è passata veloce e già penso alla prossima , ho due avversari il più giovane con una prorompente forza e vitalità il secondo con esperienza e indomita resilienza. Ad ogni mio fine giro faccio perdere un giorno di vita a Sonia ,che mi incita e assiste, perché giungo all’arrivo sempre con poche decine di secondi ; la rassicuro sulle mie condizioni e tattica di gara ma la capisco la sua ansia !A parti invertite lo sarei anche io.
Siamo in tre, comincia il 28esimo Antonio non corre a risparmio è nella sua natura probabilmente, Domenico corre e cammina sbuffando un po’, è la sua caratteristica.
Intravedo, forse, qualche segno di cedimento nei due ma probabilmente è più una mia pia speranza.
Si gira si arriva e si riparte al suono del campanaccio ,non mancano gli incitamenti, non mancano gli sguardi furtivi per capire le condizioni dell’altro :ora si gioca anche di psicologia..
Ma al 32esimo giro fatto coup de theatre: Antonio decide che basta così. Non ha mai corso più di 70 km, ed averne corsi 160,96 ( 100 miglia) per lui è un ottimo traguardo ..aggiunge , inoltre ,che lunedì deve lavorare !
Non so che cosa passa per la testa a Domenico ma sotto sotto non mi sembra dispiaciuto .
Comincia a scherzare mi dice che se mollo mi lascia la maglietta con scritto winner, un lampo malevolo mi passa per la testa vorrei rispondergli con una battuta che non pubblico: mi limito a dire che se la deve guadagnare la vittoria e che io ho intenzione di correre tutto il giorno.
Avanti! Sì gira in due, fa caldo, il lungo mare e la spiaggia si anima noi due ,cosa anomala vedere solo due persone che fanno gara, procediamo ,lui avanti 300 m rispetto a me , ogni tanto Domenico si gira per vedere dove sono , io controllo i passaggi ai vari km : ho memorizzato tempi di passaggio sono nella mia bolla e ci sto bene. Non capisco perché Domenico non corra con me , secondo me avrebbe più senso, questo, per me, gioca a mio favore .
Domenico beve birra ..io acqua , lui mangia pizza ,io tofu.
Avanti si gira! Nelle ripartenze Domenico si lamenta scendendo le scale ( sì ,oltre sabbia, sterrato, salite e discese , radici nella pineta dove qualcuno è caduto, ci sono le scale azz azz ).
Non ho idea a che giro siamo giunti, non ho idea che ore sono , riparto come sempre ma questa volta lui non mi supera io non mi volto, penso: arriverà ..io penso al mio ritmo.
Ma non sento il suo passo dietro me.. mi volto solo alla fine del rettilineo che porta all’arrivo e realizzò che non c’è.. capisco che se è così indietro non arriverà in tempo e allora??? Azz allora mi mancherà l’ultimo giro e sarò l’ultimo sopravvissuto! Sono emozionato e stupito non pensavo finisse così presto, ma sono ancora più incredulo quando arrivo al traguardo con la solita manciata di secondi e vedo tutti con un largo sorriso e Sonia con le lacrime agli occhi e Julius che mi proclama Ultimo Sopravvissuto.
Solo allora capisco che Domenico ha rinunciato al giro ed è ritornato in zona partenza, solo allora lo vedo lì seduto… solo allora lascio esplodere la mia gioia. Gli stringo la mano, ricevo i complimenti da altri compagni di avventura . Vengo ufficialmente dichiarato vincitore da Julius con trofeo e maglietta con scritto winner e abbraccio teneramente Sonia la mia prima tifosa, lei che crede sempre in me, lei la forte ultramaratoneta con cui fare notte a parlare di pazze corse, strategie, allenamenti, lei la mia compagna di vita..
Un big thanks a Julius e a tutti i volontari per aver dato vita a questa pazza gara non facendo mancare l’essenziale e per la calorosa accoglienza per ognuno di noi .
Un arrivederci ai nuovi amici Vegani come me Antonio Di Manno, Ercole La Manna e Nadia Amici (fotografa professionale) che con la loro testimonianza promuovono libertà e diritti per gli animali e non li mangiano!
I titoli di coda sono per gli amici che già conosco e con cui ho condiviso questa bella avventura: Paolo Bucci, Mauro Firmani, Maria Moramarco ,Giuseppe Matteucci, la coppia di vita e sport Cannito Francesco e Lucia Ninnivaggi, Francesco Di Pierro, Angelo Cellai, Domenico Favia uomo dalle mille risorse, il signore nella vita e campione nello sport Parigi Fausto e MM Alimonti Daniele ( il prossimo anno la tiriamo almeno a 48 ore !)

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