ULTRA-GENTE, POPOLO DELLE LUNGHE: Ricordo di Fano

E’ un atleta che guarda lontano

Rispetta l’avversario ma vuole batterlo

Sconfigge ogni distanza

Fa vita sana e sacrifici.

Tale era il maratoneta per il mio amico Duilio Fornarola di Atessa. Parimenti il maratoneta per il mio amico Sergio Tampieri. Era il 25 arile 2004, partenza della 50 km di Romagna. All’uscita da Castel Bolognese, in piena coscienza, serenità, Sergio mi fece capire la non essenza dello scorrere del tempo. Avevamo innanzi la Valle del Sennio, Casole Val Sennio, il muro del colle di Montalbano, su e giù per 50 km. Ormai segnato dal male, mai rassegnato, ci lascio dopo tre anni, sempre da maratoneta; contento, cosciente ad aver lasciato a fedeli compagni di viaggio una creatura, diventata realtà di circa 600 anime: Il Club Supermarathon Italia. Super non nel senso di superlativo, ma per quanto espresso il vissuto di Duilio Fornalora sino al 22 ottobre 2014, quando ci lasciò dopo avere raggiunto il traguardo della Maratona Dannunziana dell’amico Alberigo  Di Cecco.  Ricordi che mi hanno portato per due km e mezzo dal centro di Fano alla pizzeria/ ristorante Fiore lungo la via Emilia. Oltre l’ingresso,  un senso di smarrimento la vista di una moltitudine vociante: vivacità, convivialità, frastuono, quasi come fossi stato catapultato in voragine di suono asfissiante, pur se impalpabile. Corpo estraneo nel contesto, vengo all’istante chiamato, trasbordato al centro dell’emiciclo da Massimo Faleo. Il presidente Paolo Francesco Gino, alle sue prime quattro ore  di faticosa gestione dell’evento, mi fa dono di una coppa con scritto: Vito Carignani. Articolo su dovere civico e diritti umani. Meriti letterali 2018 –

Il maratoneta è un atleta che guarda lontano per rapporto cementatosi tra generazioni con zenit ”la strada” della vita. Anni, età, origini diverse, la storia di ognuno che si amalgama in afflato, quasi soffio, alito di singole storie, spesso di continua perdurante sofferenza. Il tutto ci fa diventare Super. Non semplice, facile l’accumularsi di tale intima associazione, compenetrazione,  fusione, quasi simbiosi interattiva in tanta molteplicità, diversità di azione, pensiero. Il nucleo- presidente e consiglio direttivo-, polo di riferimento, se idoneo, affiatato, coeso, quasi in amalgama unisce, fa coesistere la spesso distonica diversità nei soci. Doveroso riconoscere al Direttivo l’imput dato nel fare un capillare lavoro, a monte, di interfaccia con le società podistiche italiane. Sarebbe stato semplice soltanto calanderizzare le gare del 2019. Centinaia di pettorali offerti in omaggio ha fatto conoscere, selezionare maratone del 2019 dalla Valle D’Aosta al remoto  Gennargentu sardo.

La diversa localizzazione annuale delle Assemblee nel territorio è necessaria per una più proficua azione di consolidamento dello spirito associativo. Certo è complicato, fastidioso attuarlo per la tortuosa orografia territoriale dell’Italia. Nel limite del possibile, bisogna agire in tal senso.

Nella circostanza, non è valso l’adagio che tutti i salmi finiscono in gloria. La cena sociale non è stata il cappello dell’assemblea. Frammezzato alla cena si è protratto, sino alle 23, il gravoso impegno del direttivo a tener desta l’attenzione riguardo i contenuti organizzativi, programmatici della stagione agonistica. Di ritorno a piedi in albergo, ho metabolizzato, in positivo, i contenuti dei temi trattati, convinto che, pur tra inevitabili critiche, rimostranze, il Club accentuerà lo spirito associativo nel coinvolgimento al movimento podistico nazionale.

Domenica 10 febbraio torna sua maestà la gara. Quasi in 500 tra 10, 21, 30 km, maratona e 6 ore. Partenza ore 9 su percorso ciclabile di circa 2.200 metri. Atmosfera, spirito, atteggiamento improntato a mera goliardia. Agone agonistico latente, non percepibile l’abituale tensione pre gara. Alquanto tecnico il percorso, affrontato in piena consapevolezza dei limiti personali. Sei ore in continua animazione, calore e colore, condivisione della fatica tra lazzi, sberleffi, battute variopinte tra gli atleti protesi al traguardo dei 19 giri per la maratona, al totale km per la 6 ore. Il tutto in contesto quasi surreale, fiabesco, paragonabile al Flauto Magico, tuttavia col Bene predominabile, in antitesi al Male. Alle 16, ormai in autostrada sulla via del ritorno, in macchina degli amici Michel Rizzitelli e Angela Gargano. Spero esserci il prossimo anno in altra località, ma con la stessa carica umana di solidarietà, amicizia. L’Italia è “ lunga”; con buona volontà, impegno, sacrificio di parte, ci si potrà ritrovare, magari al centro-sud.

Perché- Ultra, Mondo, Popolo delle Lunghe? Semplicemente per la nostra diversa indole, propensione, caratteristica ad affrontare il “ correre”. Stamane 13 febbraio, Salento battuto da raffiche di vento gelido 90/100 km. I lupi della Sila sarebbero rimasti in tana. Sono uscito come coperto da scafandro del capitano Nemo, l’equipaggio del Nautilus. Voglia di misurarmi; ce lo fatta. Le raffiche non mi hanno sbandato, fermato ! Diversi perché col cardiofrequenzimetro, cronometro incorporato nel cuore. Autosufficienti nella misura del tempo, recepire, metabolizzare  sensazioni, stato fisico in gara e non. Adusi a mettere al servizio, supporto degli altri la nostra pluriennale conoscenza, esperienza. Frutto di lustri di applicazione, sacrificio, sofferenza nella pratica della disciplina sportiva nata con l’uomo: la corsa.

Chiudo con nota di mestizia al ricordo di Maura Viceconte. Ho appreso la notizia domenica sera in treno. Peccato ci ha lasciato Maura. Resta il ricordo di quando l’ammiravo assieme a Maria Guida, Laura Fogli, Ornella Ferrara; l’ultra maratoneta Monica Casiraghi. Io con tanti meno anni, Loro in pieno splendore atletico/agonistico in quel di : Vienna, Carpi, Roma, Seul, Taiwan.

Amici, una raccomandazione. Abbiamo costruito un bel giocattolo, peccato sperderlo, manteniamolo!

2

3

4

5

6

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Leggi anche