ULTRA MARATONA DI LAVELLO – 30/11/2024 ASPETTATIVA DI VITA

Speranza, fondamentale per non fare il salto nell’ oscurità di una vita senza aspettative, da incubo, priva di desideri, sogni.

Speranza pari al coraggio di rinunciare alle illusioni, da non confondere con l’ottimismo occorrente ad accogliere la realtà nella sua totale essenza, con lo spirito di cambiare un complesso mondo agendo sulla quotidianità del piccolo particolare, appunto sperando che, man mano, cambino i grandi eventi.

Troppo facile, istintivo lasciarsi passare davanti le occasioni come se nulla fosse. Però, via non facile da perseguire quando non si non si è compresi, capiti. Per non rischiare l’isolamento, necessaria la condivisione con soggetti che hanno idee, carattere molto simile al tuo. Stessi principi nell’ intesa del percorso vitale.

Significativo vedere Vito Piero Ancora e Pasquale Giuliani, due cardini del mondo podistico nazionale, ragionare più ore in pista. Vito Piero in gara e Pasquale in compagnia.

Volgarmente la speranza trascende nell’ illusione, sogno. Invidia, incomprensione ti obbligano a trasferirti altrove per avere soddisfazione con altri tuoi simili nella pratica sportiva. Vale il “Nemo profeta in patria” di evangelica memoria.

L’ applicazione personale nel mondo degli Ultra è a se stante al raffronto con le altre discipline dell’Atletica Leggera.

Antonio Candido, conterraneo salentino, ASD Tre Casali- San Cesario di Lecce- splendido primo alla 8 Ore- 73 giri per 77,816 km: al superarmi nel km e 50 metri, ripetere: “Dai Vito”.

Alberico De Cecco, 50km del Gran Sasso, in terzetto a comando della corsa, raggiuntomi dopo Calascio, ad incoraggiarmi fraternamente.

Viandanti all’ inseguimento di un sogno tra unici, incomparabili riflessi della natura. Pale eoliche cambianti in gigantesche fiaccole al calar della sera. I fari rossi accesi al loro vertice, trasformano la valle in cerchio incandescente con a sfondo l’ombra del monte prospiciente Monticchio.

Conobbi Felice Russo il 7 settembre 2013, stesso anno della mia sesta maratona a New York. La prima volta a Lavello per la 6 Ore, pista ciclabile in Piazza Mattei. A metà gara, escursione di circa 2 km a Centro città lungo Corso Giustino Fortunato e Via Roma. Felice era al culmine espressivo del suo innato dinamismo organizzativo.

Con l’indefesso compagno d’ avventura Raffaele Perrone, per anni tra le strade d’ Italia ed Europa in tante maratone. Suo primo, inscindibile riferimento: il ricordo dell’amata consorte. Felice intendeva la pratica sportiva idonea al benessere fisico, mentale, oltre a farsi forza nel superare situazioni difficili. Prevaleva in Lui la condivisione alla comune passione per la corsa.

Accomuna identità dei lavellesi alle genti di Reggio Calabria, dove ho ultimato due maratone. Corso principale, invaso, il sabato sera, da eterogenee moltitudini rifluenti dalle diverse contrade, ad: animare, condividere momenti di distensione, passatempo, sano divertimento.

Da evidenziare lo strenuo, tenace impegno profuso dagli Organizzatori dell’ASP Barletta a sostenere, confortare, assistere gli atleti per l’avversa, inclemente situazione atmosferica, che ha interessato la gara. Ad Enzo Cascella, Antonio Leopardi Barra, tutto lo staff un sentito riconoscimento da parte mia e, credo, di tutti i novanta runners presenti.

Particolare citazione merita Massimo Faleo; da oltre trent’anni sulla breccia a provocare, consolidare la passione degli amanti di questa disciplina sportiva su scala nazionale. Alla prima maratona di Ragusa, inizio secolo, eravamo trentacinque quasi tutti portati da Lui dalla penisola.

Il bello dell’ Ultramaratona è quella Comunità tra persone diverse, per: interesse verso lo sport, condivisione di valori, unità ed identità di vita.

Il contrasto esistenziale singolo si affievolisce nel tempo della gara. Lorenzo Gemma, Vito Piero Ancora, Vanessa Fina, Barbara Cosma, il sottoscritto rappresentano un unicum con Cardini Rosa, Conversano Riccardo, Rocchi Aurelia, Candido Antonio; primi assoluti della 6 ed 8 Ore.

Novanta atleti, uomini e donne, consapevoli di aver portato a termine una gara dura, bensì oltremodo affascinante nella sua esaltante realtà.

Bravi tutti senza condizione.

Arrivederci a Barletta il prossimo 14 dicembre.

Un caro saluto a tutti, auguri di buon anno, talvolta è bello sognare.

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