di Andrea Adanti
CAMPI DI NORCIA, 12 giugno 2022





Oggi “ho visto cose che voi umani (maratoneti stradaioli) non potreste immaginarvi”: borghi antichi arroccati su monti, sentieri su crinali con vedute mozzafiato a perdita d’occhio, montagne e valli nascoste ricoperte da fiori multicolori ed il silenzio impressionante interrotto solo dal mio ansimare e dal vento . Tutti questi momenti non andranno perduti nel tempo. Ora è tempo di raccontare.
Dopo tante corse su strada e la passione per il trekking mi sorge l’idea di combinare le due cose in un trail. Così quando vengo a conoscenza del Trail della Lenticchia la decisione è presto presa; il 12 giugno 2022 sarò a Campi di Norcia. Motivi in più per partecipare sono l’affidabilità dell’organizzazione curata dal Club Supermarathon e la rodata esperienza in fatto di trail del Trail Running Brescia. Inoltre si corre anche a scopo benefico, con parte delle quote iscrizione devolute alla Pro Loco Campi.
Da neofita ciò che più temo nei trail è il fatto di dover seguire con attenzione i segnali sul percorso per non perdere la retta via. Così ad inizio gara scelgo e seguo come ”guida” un atleta che sembra avere il mio stesso passo, in questo modo prendo confidenza con il tipo di segnalazioni ed acquisisco fiducia. Dopo sei Km, rendendomi conto che il ritmo è troppo alto per me, rinuncio alla guida e proseguo da solo, titubante a qualche incrocio tra i sentieri. Questa fase iniziale con alternanza tra salite e discese è l’ideale per ambientarsi e sarà solo il preludio a ciò che sta per arrivare. Infatti dopo il primo ristoro al Km 8 per un lungo tratto, di discese e pianure nemmeno l’ombra. Fino al ristoro del Km 15 salita ripida ininterrotta, a fine gara constaterò che su un parziale di tre Km si è saliti più di 500 metri. In questo tratto si alternano zone esposte al sole e tratti nel sottobosco. Mi fermo a bere un paio di volte, non tanto per sete ma per riposarmi e poter godere dei magnifici panorami. A fine salita, al cancello orario del Km 15, passo in 2 ore e 55 minuti; sosta in estasi mistica, per la fatica e la bellezza dei panorami; ristoro, rabbocco borraccia e si riparte. Un km in piano e poi giù in picchiata (si fa per dire, ritmo di 6’ e 30’’ al Km) verso Castelluccio per una comoda strada bianca. Ogni tanto mi fermo per ammirare il famoso Pian Grande di Castelluccio con le sue incredibili colorazioni di piante e fiori, anche se non siamo al culmine della fioritura. Provo anche a scorgere il famoso bosco di alberi a forma di Italia. Si arriva così a Castelluccio al Km 21. Qui l’ambiente è completamente diverso da tutto il resto; località turistica, si fa fatica a trovare un varco tra la folla di turisti che ci incitano, ma appena un centinaio di metri e si ritorna ai paesaggi bucolici. Qui mi raggiungono e superano gli amici Anna Maria e Michele, un km in leggera discesa per arrivare al ristoro del Km 22. Da qui inizia il tratto più suggestivo; una nascosta stretta valle verde ricoperta di fiori multicolori, chiazze di fiori viola, fiori gialli ed isolati fiori rossi che da lontano sembrano tulipani. Si ha l’impressione di trovarsi in una valle incantata, mancano solo le fate dei fiori. Si ritorna a salire in direzione del ristoro del Km 27 entrando in un bosco fitto dove a malapena filtrano i raggi del sole, un silenzio irreale, quasi assoluto, rotto solo da qualche fruscio; mi aspetto che da un momento all’altro compaia qualche elfo o spiritello silvestre. Dal ristoro del Km 27 si sale ancora un po’ per raggiungere il punto più elevato a 1800 metri, suggestiva la strada bianca che serpeggia tra i prati fioriti, incontro un branco di cavalli al pascolo e ammiro paesaggi mozzafiato. Si prosegue su saliscendi ma principalmente in discesa fino al km 35 dove si lascia il sentiero e seguendo bandierine si arriva ad un fosso abbastanza ripido e con fondo bagnato, altra vallata fino all’ultimo ristoro del Km 38. Quando penso che le difficoltà siano terminate vedo dinnanzi a me una tortuosa strada bianca che si inerpica fino al valico; ultima sorpresa “diabolica”. Si svalica al Km 40, strada ampia in discesa; dall’alto si vede la zona d’arrivo, si riesce a sentire anche la voce dello speaker quando improvvisamente la discesa si fa pericolosamente ripida e con un fondo instabile di pietre mosse, si supera anche questa difficoltà, in realtà l’unico tratto di una certa pericolosità, si attraversa il paese di Campi di Norcia, riprendo un passo spedito, sfodero un sorriso a 64 denti ed euforico taglio il traguardo del mio primo trail a braccia alzate tra gli applausi degli altri atleti in 7ore e 45 minuti.
Ottima l’organizzazione curata da Robert Genetti coadiuvato dal suo Trail Running Brescia e dallo Pro Loco Campi. Particolare attenzione rivolta alla sicurezza dei partecipanti, addirittura alla partenza erano presenti quattro ambulanze ed una auto medica, poi ritrovate ai ristori e lungo il percorso. Ristori sempre ben forniti e volontari gentili e disponibili. Il percorso segnalato alla perfezione con numerosi nastri, anche una matricola come me è riuscita a giungere al traguardo senza difficoltà.
Questo primo trail mi ha lasciato notevoli ricordi. Gambe spezzate, non so in quanto tempo recupererò, l’abbronzatura, vicino all’ustione, la passione per questi ambienti naturali incontaminati ed in modo particolare per i monti Sibillini che hanno offerto una sequenza variegata di panorami sempre impressionanti. Infine una profondo rispetto e una stima sincera per le popolazioni locali che già dovendo affrontare lo spopolamento delle zone interne hanno dovuto subire anche la catastrofe del terremoto del 2016 ma rimangono e sono i custodi di questi luoghi meravigliosi.
Un’ultima riflessione; oggi ho indossato la canotta storica, quella dei tempi “eroici” del Club Supermarathon, per ricordare ed onorare il compianto presidente del Club Gianfranco Gozzi, l’ideatore di tante gare ed anche di questa manifestazione nata nell’ambito del progetto “Back To Campi” per portare soccorso a queste genti colpite dal sisma del 2016. Grazie Gianfranco, rimarrai sempre nel cuore e nella mente di tutta la famiglia del Club Supermarathon.


