All’ottavo km, assieme all’esuberante toscanaccio tra ghirlande di reciproci improperi, ero costretto a fermarmi per urgenti necessità fisiologiche. Ricongiuntomi in località Trinità, il toscanaccio subiva tale improperio: “Brutto screanziatu, mucciusu fetusu, lassare lu nonnu per strada, senza ‘nugghu rispettu! Ti sulamente vergugnare!“ traduzione: maleducato, bambino viziato, abbandonare tuo nonno (ero io) lungo la via, senza alcuna considerazione! Ti dovresti soltanto vergognare!”. Il toscanaccio costretto ad incassare, anche il sogghigno sardonico dell’altro compare Zecca Luigi. Per chi ancora non l’avesse capito, il toscanaccio era Massimiliano Morelli. Bravo Massimiliano per le 350 gare raggiunte nell’occasione. Ad Maiora!
Dopo il valico di S. Antonio (564 metri altitudine), ad un ristoro, un signore raccoglieva i bicchieri vuoti ad uno ad uno. Mi fermo, finisco di bere, restituisco tra le sue mani il bicchiere. Alla mia osservazione di non avere fretta, la risposta: “ Giusto, c’è più tempo che vita!”.
Fuori gara
Quasi sempre la domenica riesco a partecipare alla messa vespertina al convento di San Domenico, via Indipendenza-Bologna. Entro alle 17,15, a celebrazione appena iniziata, la navata ricolma di fedeli della comunità filippina, famiglie intere, nonni, genitori, figli. Partecipazione totale, coro di oltre venti elementi, con tamburello a sonagliera, piccola pianola, chitarra. Alla preghiera del Pater Noster, presa di mani ondeggiante. Volti espressivi, ricolmi di gioia, solari. Uomini, civiltà giovani, entusiasti, nel pieno vigore, pronti a far fronte a tutto. Non vecchi mentalmente, non rassegnati, non privi di entusiasmo. Uscendo, lungo via Indipendenza, rientro nella nostra realtà di assoluta carenza esistenziale.
Spero di non averVi annoiato; buone gare, buone feste e….. malgrado tutto, ALLEGRIA!!


