Il cancro è qualcosa di impalpabile finche non ti coglie. Quando arriva, ti impegna, trasforma, assoggetta. Mi è entrato un anno addietro, in sede di rinnovo del tesserino. Operato il 29 marzo 2017, quattro giorni alla maratona di Roma, 23esima, saltata. Resto “senatore”, ringrazio l’Organizzazione. Franco, alla Ultra del Gran Sasso 2016 mi vide “sparire” un quarto d’ora prima della partenza. Era necessario far ritorno a Lecce in macchina con la famiglia. Quest’anno, dopo l’operazione, il 10 giugno a Cagnano Varano dall’amico Pasquale Giuliani, il 30 luglio a Santo Stefano di Sessanio, ultra di 50, chiusa in 7ore e 38 minuti. Solo, con me stesso lungo la via che da Santo Stefano porta a Calascio, Castel del Monte, Campo Imperatore, risalito per due volte da diverso versante a 1.600 m s.l.m. Arrivo in prossimità del municipio di Santo Stefano in pianto dirotto, accolto da Franco e Roberto, portavoce all’altoparlante.
Franco, tornato a casa, potevo essere in grado descrivere il vissuto? Fingendo normalità, avevo superato estremo scoglio. Coraggio, volontà, reazione, forza d’animo, devi cercarle da solo. Il prossimo da conforto, assistenza, scienza, alta professionalità. Tuttavia, se ti abbatti, cadi, sei finito.
Certo quella gara estrema, di incomparabile fascino, bellezza, orizzonti, ambiente naturale, animali, cavalli, mucche, greggi, retaggio di antiche transumanze. Tutto unicamente vissuto dal solitario podista. Podista, che in trance agonistica, non pensa all’impegno, applicazione minuta dell’Organizzazione diretta da Franco Schiazza. Organizzazione che consente codesta rarissima esperienza. Territorio universale per unicità, il Massiccio del Gran Sasso. Tuttavia estremamente fragile, vulnerabile nel suo habitat, per fortuna incontaminato. Capillare supporto a tutela della sicurezza degli atleti.
Quest’anno, in lunghi tratti pervasi da criticità, folta spola di Bikers Motorcycle in rombanti Harley Davidson a protezione. Che dire del trasporto dell’acqua, dei viveri alle varie regolamentari postazioni di ristoro? Un conto farlo al piano, altra faccenda lungo pendii scoscesi. Certo tutto è perfettibile. Ma, Franco ha doti di ascolto, condivisione non comuni. Sono certo che continuerà ad operarsi ad sempre più consona riuscita dell’evento.

Volutamente non ho fatto ricerca e menzione di chalet, trattorie, punti di ristorazione lungo i quasi venti km percorsi alla parte più alta di Campo Imperatore. Dico soltanto di un vasto mercato “rionale” alla sommità! Lascio accesa la personale curiosità di tanti podisti che non hanno, ancora, fatto tale esperienza.
E’ preferibile andarvi con la famiglia. Conoscere il posto, un mix tra montagna/mare, porta ad una più che piacevole vacanza. Quiete, serenità, apprendimento, piena soddisfazione ad accrescimento di conoscenza, cultura.
Il mix mare/montagna ha portato stretta collaborazione atletico/organizzativa tra Alberico Di Cecco, promotore della Maratona D’Annunziana, cui partecipo da almeno un decennio e Francesco Schiazza, abile collettore dell’Ultra del Gran Sasso.
Franco, spero aver adempiuto a quanto non fatto prima.
Di nuovo un abbraccio!
Sono credente, certo nella Divina Provvidenza, spero di esserci anche il prossimo anno sia al Gran Sasso che alla D’Annunziana.
Il podista è positivo per indole!
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[Non disponendo di foto di Vito Carignani relative al Gran Sasso e Pescara, ne ho inserite alcune scattate alla Barocco Marathon 2016. Molto bello l’articolo, profondo, ispirato e commovente. A proposito Vito, tanti ma tanti auguri!! Un abbraccio NdR]




