Cinque alla prima esperienza, io con alle spalle le prime due edizioni. Doveroso menzionarli singolarmente : Antonio Canuti 6 ore 12 minuti 05 secondi, Raffaele De Carlo 6 ore, 35’07’’, Vincenzo Greco 6 ore, 43’49’, Adriano Macchia 6 ore 59’40’’. Tutti di Lequile, mio paese. Di Corigliano D’Otranto, Antonio Specchia 5 ore 41’46’, tesserato ASD Rimini Marathon, “Nemo Profeta in Patria”. Corigliano, prima tappa del trofeo itinerante “La Notte della Taranta” nel fossato del centrale Castello Aragonese. Concertone finale, il 27 agosto, largo convento ex agostiniani, a Melpignano. Lo scorso anno, oltre 150 mila spettatori.
Nota la morfologia dei territori italici. Il Salento ha dislivello massimo di 201 metri livello mare, verso l’estrema punta di Leuca, in località Serra dei Cianci, feudo del comune di Alessano. Altri rialzi le Serre Salentine, il Parco protetto di Porto Selvaggio alla marina di Nardò. Tutte località, comunque, distanti da Lequile. Quindi, per i Nostri, tipo di allenamento piatto, monotono, non idoneo al potenziamento. Affrontare una gara estrema, con cime di 1.600 m (valico La Serra), addirittura 1.700 m (valico Lago Racollo), in pieno Campo Imperatore, stupenda vista di centinaia di mucche, cavalli stanziali, vuol dire tutta la gara in funzione anaerobica, notevolissimo dispendio energetico, con “cornice” di temperatura a 35°. Nessun paragone con una gara di 10 km in 40/45 minuti. Il “povero” Raffaele, “scorticato” al termine; Vincenzo, colto da insolazione, perché, incautamente, privo di cappello! Antonio Specchia, reduce da un lungo periodo di inattività, finita la gara in 5 ore 40’, con postumi di fastidiosa tendinite.
Ed IO ? Da Calascio, raggiunto Santo Stefano, già pronto per la partenza, costretto a farmi 515 km……. di ritorno a casa in macchina, la stessa domenica 31, per una “ telefonata”, fuor di tempo, di luogo! Pazienza, spero tornarvi nel 2017. Ringrazio Franco Schiazza per le alti doti umanitarie dimostrate nella circostanza. Voleva, addirittura, alle 8:15 rimborsarmi l’iscrizione, nel mentre posizionava la mia macchina in direzione di Calascio. Resta pagata, Franco, quella del 2017! Grazie di cuore per tutto, ammirevole organizzatore dell’evento, “corroborato” dalle tante immancabili critiche! Un solo suggerimento, costi quel che costi, lungo i 50 km, necessarie vasche ricolme d’ acqua ad immergevi la testa, inzuppare i berretti, per l’avvenire. Tranne che se, invece dei 35°: pioggia, grandine, vento, propria bufera accompagni gli atleti, come si è visto il giorno seguente, lunedì 1 agosto! Tanto si verifica, dove la fanno da padrone gli elementi primordiali, immutabili della Natura. Podismo, sport dei “poveri”, di gente temprata, pazza…….. quasi ignorata dai “salottieri” comuni mortali. Fieri del nostro Essere, circoscritto a chi ha: conoscenza, competenza, professionalità, passione, soprattutto lealtà, rispetto dell’ambiente, dei simili. Fa niente, se, spesso, considerati “Desaparecidos”, in canotta, calzoncini, scarpette a correre…. per le vie del mondo. Siamo fieri di noi!
Un caro saluto a tutti. Mi torna il pensiero, non me ne vogliano gli altri, l’elenco sarebbe quasi alla N aritmetica, a Renato Narcisi, Giovanni Tamburini, Giovanni Francioso, il caro Eligio Lomuscio, la “roccia” Antonio Nicassio. Il terzo arrivato, Vito Sardella, 3 ore 30’58’, nel 1998 mio compagno di viaggio alla maratona di New York, dove si classificò 26° assoluto in 2 ore 26’.
Mò basta, alla prossima.
Clicca qui per le foto (di Roberto Boiano)






