Ultramaratona del Tricolore (RE). Maledetta primavera…

002Nel mio caso è andata malissimo. Ho scelto la 6 ore, convinto di riuscire a coprire i canonici 42,195 km che mi avrebbero dato diritto all’amatissimo punto-maratona. Invece dopo 12 km, ho “traccheggiato” concedendomi una lunga pausa, prima conversando amabilmente per due giri a passo di lumaca con il nostro SuperPresidente, infine perdendo una decina di minuti per necessità impellenti che evito di descrivere nei particolari. Quando ho ricominciato a correre, giù dal cielo insieme ad alcuni paracadutisti è sceso anche un caldo-umido di fine primavera, del tutto eccezionale sabato 26 ottobre. Dopo più di 4 ore di corsa e con soli 30 km alle spalle, ho fatto un po’ di conti: per riuscire a coprire la distanza della maratona avrei dovuto impostare un’andatura di circa 9 minuti/km: ritmo di tutto riposo senza il sopracitato caldo-umido, che mi ha messo KO con improvvise avvisaglie di crampi ad entrambi i polpacci. Nonostante molti amici supermaratoneti mi esortassero a mandar giù tre banane per “riequilibrare la carenza di potassio”, nonostante gli stessi abbiano poi ripetutamente scosso la testa in segno di disapprovazione per essermi rifiutato di seguire i loro consigli…mi sono ritirato. Peccato perché, se mi fossi iscritto alla 12 ore invece che alla 6, ovvero se fossi stato più “furbo”, anche camminando tranquillamente non avrei avuto problemi.

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