ULTRAMARATONA DEL TRICOLORE – REGGIO EMILIA 6° GIORNO

Tappa interlocutoria quella odierna, ma che induce all’ottimismo per la tranquillità con la quale l’ha portata a termine. Ha rinunciato alle soste, e ha corso tutto di un fiato ad un ritmo più lento. Gestisce il tutto con mens matematica, sorretto da una classe e da una determinazione che non conosce ostacoli.

Gli ha fatto compagnia per tutti i 100 km Du Bien Sen (11:38:44); Vito Piero Ancora per 50 Km (5:35:50); 10 i maratoneti in gara, regolati dal solito Stefano Giorgio (3:58:48).

I fedelissimi sono 8. Cinque sono pugliesi, di cui tre tesserati con Barletta Sportiva. Questi barlettani sembrano non cedere, e stanno come torri ferme al soffiar dei venti, sotto ettolitri di pioggia e il peso di centinaia di chilometri. Non è finita: nel fine settimana è previsto l’arrivo di qualche centista.

Diciamoci la verità. Non sono da tutti queste gare in circuito. Io stesso le odio, e mi cimento perché (quasi) costretto. Richiedono amore sviscerato per la corsa pura, forza mentale ed osservanza di regole ferree. Qui non siamo nella maratona della scenografica Firenze, dove in 300, dicono, abbiano tagliato, o al Passatore, che per alcuni diventa una passeggiata in macchina. A Reggio Emilia, non si può bleffare: i giudici ti hanno gli occhi sempre addosso, e il chip non fa sconti a nessuno. I detrattori di queste gare, forse, non sanno che i Campionati Italiani IUTA e quelli Internazionali sotto l’egida IAU si svolgono prevalentemente in circuiti, appunto per i succitati motivi. E’ nei circuiti che Fattore, Calcaterra, Cudin, Casiraghi, Carlin e le squadre nazionali femminili e maschili hanno raccolto medaglie.

Oggi, s’è vista la sagoma gigantesca del Presidente dei Supermaratoneti, Gianfranco Gozzi, accompagnato da buona parte del Comitato Direttivo. E’ venuto a complimentarsi con i suoi iscritti e ad onorare la loro fatica.

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