di Hartmann Stampfer
Che cosa fare prima di andare in pensione? Perché no rivedere I miei posti di Maratone?

In piedi, in bici, in macchina? Ma quanto ci sarai via? Tutte domande, la risposta dipende con quale mezzo? Ho deciso vado con un quattrociclo, un Piaggio targato con quattro ruote.
Non sarà veloce, non sarà comodo, non ha optional, pero ha spazio, lo uso normalmente per trasportare cose e di più. Acquisto ancora una così detta Maggiolina, una tenda che si monta sul tetto di ogni macchina e via. No Stop, prima decido il percorso, sarà il senso orario o antiorario che visito l’Italia? Decido per il antiorario, per un semplice motivo, sarò più vicino al mare. Va bene parto il 19 Aprile, e la prima tappa dell’Alto Adige che già un primo test, perché si passa il passo Pennes a 2200 m. Come svolgere questo giro? Decido di passare alle linee di partenze, fare tre foto con apposite foglie già preparate in anteprima con le date della maratona di allora. Uno scopo di rivisitare questi luoghi e che rivivere quella esperienza di 20, 10 o 4 anni fa. Come sarà il ricordo? Fresco o molto lontano, riconosco i luoghi? Troverò la linea di partenza, anche se ho tutte le coordinate da GPS. Tanti incognite, ma mi aiuta di essere il Paganini delle maratone, che ha mei ripetute una, però 101 corsi in Italia sono tanti, ricevo ancora una raccomandazione, non dimenticare nessuna. Con questo bagaglio e dei auguri parto. Non faccio tanta pubblicità, pure non so, come gestire con i social, lo ammetto, sono anche un po` teso, quanti chilometri mi regge il mezzo? La prima tappa dopo due posti di Maratona a Bolzano-Bozen, mi trovo in Sarentino alla Rickymarathon, organizzata da Richard e me, per la sua idea non nuova, di aver compiuti 42 195 giorni. E` il primo incontro su questa strada del mio giro d ‘ Italia, per proseguire poi attraverso il lago di Garda, il Passubio e si ci arriva in pianura, attraverso Verona per fermarmi il secondo giorno sotto il Castello di Brescia dove ho corso, più saltellato le scale su e giù.
Alla sera non mi ricordo bene, telefono al nostro Presidente Paolo Gino della Club Super Marathon ad raccontare questa avventura che sto per cominciare. E` da lì nasce una idea di far partecipare anche ad altri questo viaggio romantico come ha definito Mauro più avanti. Prossima tappa attraverso il Parco della Brembo organizzata per tanti anni sempre alla Befana da SIR Marathon Fausto passando Varese il Lago Maggiore ad arrivarci al Lago detto dorato dell’Orta, dove ho corso 5 Maratone. Attenzione tutte diverse, penso che se ricomincio a correre, il presidente sposterebbe ogni giorno il traguardo e la denoterebbe la maratona, pur che il Paganini ritornasse. Parto per la tratta più lunga del giro su in Valle d’Aosta, poi verso Sud un piccolo Stop a Torino nel Parco del Valentino, e il Presidente Paolo e stato già qui un paio di ore prima, riusciremo ad incontraci lungo il viaggio?






Faccio un piccolo break, gli incontri con dei amici di corsa si sono rilevati il punto più difficile del percorso, dopo di più su questo argomento, arrivo a San Remo dopo oltre 400 Km, di media faccio lungo il viaggio su dei 250 Km al Giorno. Mi bastano, non viaggio solo tutta la giornata, voglio vedere anche in piedi, in Bici che ho a seguito e anche fare due chiacchere con gente anche sconosciute. Questi mi succede sul lago d’Orta il giorno prima, Rosi e Mauro mi vedono sul consueto parcheggio davanti alla palestra. Comincio a raccontare, da allora mi seguono anche loro su Whatsapp. In Liguria ho notizia della Milano San Remo in corsa a piedi, ed andando ca a 40 all’ora intravedo Antonio Tallarita, mi giro e lo fermo, faccio una foto gli mando incoraggiamento per Ioi ultimi 50 Km ca. E` stato l’incontro più breve di un podista molto conosciuto. Passando la costa della Liguria un po’ di pioggia, una breva sosta a Genova, breve perché mi metteranno fuori gara? con il mio Piaggio? Questo perché anche noi podisti alla mia ultima maratona nel 2018 ne sappiamo, che mezzi lenti non li vogliono a Genova. Ripassando l’Appenino mi fermo a Vercelli. La prima pioggia importante sul percorso, proseguo per Trino, Abbiategrasso, Milano, Piacenza per far sosta notturna a Parma.
Proseguo per Reggio Emilia, la pista del 10 in 100 di Antonio Tallarita e chiusa, ma chi mi ferma? C’è l’ho anche una scala che mi serve ad salire per il dormitorio mobile, mi serve per scavalcare il recinto? In questo istante arriva un responsabile del club dei ciclisti che normalmente sulla pista fanno lo allenamento e mi apre. Avanti per la Ferrari Marathon, una lunga coda di gente che vuole vedere la Ferrari nel Museo di Maranello, ma quando arrivo io la gente si volta, che cos’ è questo? Si e una cosa unica, il mezzo e stato fatto a misura e collaudata. Lungo il percorso tanti mi salutano, si girano, più di uno comincia a far delle domande, e diventa il punto di incontro, di dialogo. E domenica visitato le maratone dei d intorni di Bologna, incontro Mario Liccardi, mi fa vedere la sua Bologna, un incontro programmato. Al pomeriggio tardi proseguo per passare a Rioveggio e arrivo su a Suviana. Quanti bei ricordi con Gianfranco chiamato da Alberta Gozzi, che purtroppo si e andato troppo presto.








Il Giro prosegue, passo a Borgo San Lorenzo, Firenze, Prato, Pontedera, Lucca, Massa Carrara. Giro di a 180 gradi e di nuovo verso Sud Livorno e a Piombino un salto sul Isola d’Elba. Sul Isola un giorno di vacanza del mezzo, invece la Bici fa con me il giro dell’Elba occidentale. Ritornato in terra ferma, avanti so a Montalcino, Lago di Trasimeno, dove ho fatto anche una maratona, per visitare una Maratona a Perugia, organizzata solo una volta, come tante altre che ho corso. Prossimo giorno a Terni, Rieti e a Roma, ah prima di Roma un incontro con il venditore del Piaggio Quargo, scherzando.” te la riporto il mezzo dopo 9 anni, se la ricorda? Alessio il titolare, come no? L’ hai portato di persona a Bolzano, già molto curioso allora. Arrivando a Roma dovevo parcheggiare il Quadrociclo davanti al Coloseo ed infine pernottamento sul lido di Ostia con fuochi d’artificio, che cosa vuoi di più. Domenica inizio buono con incontro del generale dei Marathotruppen, organizzatore della Maratombola, ambasciatore della 100 Miglia di Berlino e non so che cosa ancora Mauro Firmani? Mauro un gran Fan lungo il mio viaggio, avanti per Latina, Maiori e della Coast di Coast Marathon e poi Napoli, entro nei vicoli più stretti, ci sto, qualche scooter vuole passarmi, dai ci stiamo comunque, con 140 li larghezza va benissimo. Parcheggio praticamente sulla piazza del Plebiscito. Alla sera prendo la nave per Cagliari, anche se ho corso solo Cagliari, la prossima Nave per Palermo solo di sabato. Allora vacanze con un mezzo giro di Sardegna, sta più che bene. Tovo stradine dove passano solo trattori, mi fermo alle volte davanti a un Bar, esci oste di corsa, osserva il veicolo, ascolta la mia storia, il caffè è pagato. Il tempo durante del viaggio e molto favorevole, tre giorni di pioggia, poi bellissimo, temperature ideali, notti ottimali. Prendo la nave per Palermo, un altro punto lo stadio delle Palme, cavolo di domenica è chiuso? Un cane di guardia che mi aspetta, scavalcare no, arriva il custode, perché e domenica ti faccio entrare, non devi neanche levare le scarpe, una pista perfetta. Poi un giro in bici su Monreale ed und incontro un Ex Collega di lavoro e finisco la giornata a Castellammare. Vado a Erice, Catania, Marsala e la scala dei Turchi per finire la giornata ad Agrigento. All’ alba una visita quasi in solitudine sui Templi, e poi consigli su consigli durante il viaggio dove devo andare, a destra e sinistra, su e giù, arrivo a Piazza Amerina, Avanti a Ragusa ad Ibla, e mi fermo a Siracusa. Prossimo giorno, giorno di fatica scalata dell’Etna in bici, fino il rifugio Sapienza, la discesa non e da meno per cenere sulla strada. Per concludere la giornata visita turistica a Toarmina e finita la giornata nr 23 del progetto. Avanti per Messina e mi aspetta e poi la traversata, ed e ultima nave che uso per questo giro. Il primo incontro con l’Autostrada, per causa del vero giro d Italia niente Capo Vaticano, niente Tropea, in Autostrada la mia corsia e quella dell’emergenza, lì non sono un ostacolo, per gli altri che viaggiano 100 al ora ed io la metà. Su per Curinga sosto alla piazza principale, esce di consueto l’oste dal Bar, le chiedo la partenza della Gara a Curinga e ben qui? E il organizzatore e sempre Giambattista? Si dai te lo chiamo, e già 3 minuti sbuca da un vicolo, che bella sorpresa. Questi incontro mi piacciono di più, con un paio di numeri telefonici in tasca proseguo. Si va a Cutro un’altra sosta programmata da un ex Ferroviere. Una fermata fuori programma lo ho cercata a Matera per vedere i sassi, poi nel Salento Casarano, un salto a Otranto. Per chi ama lo spelling per la O io uso Otranto.







Passo attraverso chilometri e chilometri di Olivetti morti, che triste immagine. Finalmente si sale solo verso il Nord, a Lecce, a Bari poi a Trani e poi Barletta, ad trovare Angela e Michele. Incontro sulla piazza del Duomo, meno male che questa domenica non si corre! Poi una sorpresa, la maglia come regalo delle loro impresa 1000 e 1000 della coppia record. Michele si meraviglia, che mio motivo del viaggio non ha scopo di beneficenza, di raccolta fondi. No, sto solo rivisitando le mie maratone e incontrare amici di corsa, niente di più e niente di meno. Continuo su per il Castel del Monte, dove ho solo un’ora, perché dopo tutto chiuso per Gucci, che dopo vedo che anche il nostro tennista Sinner fa la sfilata. Il mio Piaggio Quargo qui non è ben visto. Fa niente vado al Lavello, la tappa di maratona della regione della Basilicata, e la anche nominata Paolo Gino Marathon, Felice mi da un cesto, lui invece è a Roma, pazienza. Il viaggio continua, si parte con bel in alzarsi del sole, vado a girare il Gargano, un bagno in solitudine in una baia meraviglioso, vedo Vieste, Peschici, per fermarmi a Cagnano Varano, aspetto Pasquale, aspetto in Piazza nel presto pomeriggio, qui si chiude tutto, una tranquillità assoluta, Quattro chiacchere con Pasquale, e con augurio proseguo per Termoli. Domani si va su a Campobasso vado a trovare Antonio, purtroppo anche qui ci sono intoppi e non lo vedo, arrivato sulla pista chiedo gentilmente il custode di poter entrare, la mia storia interessa anche altri, pure una classe scolastica che sta svolgendo l’ora di sport sulla pista. Avanti per il Molise, passando santuari, sulle strade sempre il giro d’Italia che passato recentemente, a Roccaraso vado visitare un impianto sciistico, proseguo per arrivare a Lanciano dove dovevo arrivarci due volta, prima volta cancellato per neve. Pescara e poi sosta sul mare. Giornata prossima a Martinsicuro, a Ascoli Piceno e dopo Pranzo annunciato con Anna e Francesco, con la domanda anticipata, se mi piace il pesce? Un montanaro come me, ha un rapporto con il pesce non ottimale, la mia risposta: se non ha spine lo mangio. Francesco il mitico organizzatore della maratona sulla sabbia, mi accoglie già, Anna ci serve un ottimo piatto di pesce che piace pure a me. Il tempo vola, poi Francesco devi farmi vedere l’esatta linea di partenza sulla sabbia, lo seguo, poi un stop. Ah tu l’hai corso nel 2008? Allora doppiamo tornare indietro verso Nord, adesso la facciamo più a Sud. Arrivato alla spiaggia, ma dove` la larga spiaggia di allora? Qui vedo che cosa e passato in 14 anni, una foto con Francesco e si parte per Massignano pure organizzata da lui nel 2009. Ancora Grottazzolina e sosta a Numana. Al campeggio come di consueto occhi puntati sul mezzo, in quest’ occasione numerosi scambi di opinioni, tanti condivisioni, vedo che tanti hanno bisogno di parlare dopo questi due anni di tanto silenzio, di riservatezza. Il giorno dopo, ho l’incontro che dura di più, vado trovare Ferdinando, solo prima vado al santuario di Loreto, accendo due candele, poi a Osimo che vado visitare le grotte, arrivo da Ferdinando, che lui è tornado recentemente da Salisburgo, Ferdinando vuole complettare anche I paesi Europei, il suo Leitmotive: bisogna avere dei obiettivi nella vita. La visita del suo sottotetto, dove vedo medaglie in ogni parte, poi il libro famoso del camino scritto meticolosamente a stampatello con le fotografie ben piazzate. Vorrei però vedere un po’ di Ancona che conosco solitamente solo la stazione Ferroviaria. Proseguo per Barchi, Fano poi Rimini e a Mercato Saraceno la partenza della maratona Alzheimer. Il giorno successive primo impatto con le cartelle della Nove Colli, per arrivarci a Forlì, vado vedere quanto e cresciuto l’ulivo che abbiamo piantato nel 2010 alla prima maratona del presidente, in memoria di Sergio Tampieri. Avanti per Cervia, Russi e poi entro a Ravenna, mi ferma per la prima volta l’ordinanza stradale, “solo un controllo la risposta” o e stato più forse la curiosità del mio mezzo, ennesima volta racconto la mia storia viaggio, pero devo proseguire, un giro con la bici d’intorno la tomba di Dante, adesso non ditemi che un vero Alto Atesino non si interessa della letteratura italiana. Proseguo per Ferrara e finisco nel Delta del Po e le Foci del Adige. Piano piano si chiude il Giro anche visivamente, una breve sosta davanti alla Villa Pisani a Stra, avanti per Vedelago una volta partenza della Padova Marathon di Sant’ Antonio, vado alla Jesolo per Nightmarathon, partenza più avanti di Cavallino, poi ancora un punto quello di Aquileia, alla prima maratona del Unesco che ci portava attraverso Palmanova fino Cividale del Friuli. A proposito Friuli, darei un punteggio 9 per le Strade e la pulizia lungo queste, potete immaginare che cosa trovò lungo il percorso, direi per descrivere con un po’ di ironia, in certi Regioni la raccolta differenziata si svolge in strada o meglio lunghe le strade. Asfalto di tutti colori, rumorista` in tutti tonalità, in Campagna temo` che il mio povero mezzo perde Ruote e qualcos’altro. Avanti per Trieste, la citta del vecchio porto Austro Ungarico, mi godo un piccolo passaggio in Slovenia, per non tornare sulla stessa strada fino a Corno di Rosazzo la partenza della maratona del Vino. Proseguo attraverso Cividale del Friuli, dove ancora bandiere, cartelli in colore fucsia. il giro di Italia mi accompagna involutamente per tutto il mio percorso, si nota dalle strade rifatte, corografie sulle rotonde, delle volte sono in anticipo delle volte già passato. Finisco la mia penultima tappa su a Piancavallo, un altra storio particolare. Si correva in palestra, sarà aperta? Arrivo le porte spalancate come se mi aspettassero, entro con una sorpresa, il pavimento morbido, da vera palestra. Nel 2011 ancora pavimentazione in cemento, duro duro, il mio menisco lì e saltato.




Si parte per l’ultima giornata è la 36ssima, due punti a Vittorio Veneto, poi la partenza più triste dei mei 101 maratone, a Fortogna al cimitero dei vittime della tragedia di Vajont. Non solo Foto, e via dedico un po’ di spazio, passando davanti alle lapide. Arrivo all’ultimo punto, su alla Villa Welsperg, la partenza della Primiero Dolomiti Marathon, è fatta si ho fatto tutti? Controllo ancora una volta la mia lista, c’ e ‘l’ho fatta, non del tutto devo portare ancora a casa sano e salvo il mio Fedele compagno, lui che ha percorso con me 8423 Chilometri, e salito per 73101 metri, la media e stata 40,3 Km per ora, ogni giorno l ho dato da bere ca 19 litri, lui si ringraziato che l ho trattato bene con nessun guasto. Ora bisogna solo salire sul Passo Rolle e il Passo Costalunga per scendere verso Fie allo Sciliar-Völs am Schlern. Ci siamo arrivati, sani e salvi, con tante bellissimi episodi, con tanti incontri, non programmati, con tanti dialoghi, ho notato che abbiamo bisogno dopo questi due anni non facili, lungo il viaggio anche tante telefonate, tanti incoraggiamenti. Che cosa rimane poi? Visitare le mie maratone, stato il motivo che dopo è diventato la cornice del viaggio, quello che ho notato lunga la strada si rivelato molto più interessante, una cosa devo dire:
Italia e veramente bella.
Un consiglio a voi? No o magari realizzate i vostri sogni, inventate vi qualcosa, magari girate con tre ruote, o lo fate un giro in retromarcia, no scherzo a parte.
Grazie a quelli che mi hanno seguiti a voi buone corse su queste strade per L Italia



Unico!
Come dice Francesco, unico, nel senso di Paganini che non ripete mai.
Ma questa volta potresti fare l’eccezione: rifare il giro d’Italia, ma in senso orario!!!
Bearig, Hartman und interessannt.
man braucht schun a bissl muat und durhaltevermögen so eine reise zu unternehmen.
gratuliere und hut ab