UN ORA DI PURO GODIMENTO

 Così in un pomeriggio tiepido eccomi pronto al via ben appesantito dal consueto pranzo della domenica. Sono sull’ormai collaudato circuito condominiale, un mix di giardino, rampe e box per poco più di 500 metri con 9 metri di dislivello, da ripetere a piacere. Ma con la fantasia sono a Padova, ansioso di partire e speranzoso di arrivare nello splendido scenario di Prato della Valle.

Potere dei social e della fantasia, perchè nella realtà, al di là dei problemi di luogo, orario e alimentazione pre-gara, mai sarei in grado di tenere il ritmo di una maratona alla settimana io che non ne ho ancora corsa una. Quando è scoppiata l’emergenza covid infatti stavo preparando intensamente il mio esordio sulla distanza, qui nella mia Milano… esordio che è solo rimandato.

Anche perchè con le Maratone della Speranza ci sto prendendo gusto e già sono impaziente di essere al via, virtuale per ora, di veri e propri miti delle lunghe distanze: 50 di Romagna, Passatore, Nove Colli. Imprese da sogno che ho sempre immaginato fuori portata.

Ma andiamo con ordine e senza confusione. Oggi siamo a Padova e qui devo restare. Il passo è decisamente appesantito e non solo dall’ottimo coniglio alla cacciatora preparato da mia moglie o dalla crostata di crema pasticcera e cioccolato di mia figlia. Certo, questi non aiutano molto, ma soprattutto è la lunga e forzata inattività a farsi sentire. Ben venga allora questa occasione se diventa la scusa per muovere qualche passo.

Per non farmi scoraggiare dal mio imbarazzante incedere (o quasi rotolare) e dal panorama ripetitivo e non certo memorabile, mi rifugio una volta di più nella fantasia.

Il bello della corsa è che hai sempre due alternative: o immergerti nell’atmosfera della corsa, che può essere la gente, i paesaggi, il clima di festa, o perderti nella fantasia lasciando correre anche i pensieri a ruota libera e seguendoli là dove ti portano. Questo secondo aspetto è di aiuto soprattutto nei lunghi allenamenti in solitaria la mattina presto o la sera tornato dal lavoro. Ma è di aiuto anche oggi. E così mi ritrovo immerso nella folla, nei colori, nel rumore ritmato di centinaia di piedi che battono a tempo l’asfalto. Ah come mi mancano e che festa quando potremo nuovamente ritrovarci…

Intanto lascio lo Stadio Euganeo ed esco da Padova alla volta di Rubano, Selvazzano, Teolo. A parte una rapida puntata a Padova per lavoro non sono mai stato da queste parti, i Colli Euganei, Abano Terme, m,i sa che devo farci un pensierino anche nella realtà. Anche perchè mi riporta a un aspetto della corsa che mi sta sempre più appassionando: quello del viaggio di esplorazione. I circuiti cittadini sono belli, per carità, ma trovo che muoversi fuori, immersi in un panorama in continuo mutamento dà una sensazione inesprimibile in cui coniughi la libertà e l’ebbrezza del muoverti, del viaggiare (sono anche un appassionato escursionista di montagna) con l’arte di correre. Una rivelazione per me recente, culminata proprio pochi giorni prima della serrata da coronavirus in un allenamento “improvvisato” a Rovato, percorrendo il Monte Orfano prima per cresta e poi girandovi attorno sul percorso pedemontano: due ore di puro godimento…

Ma eccomi di nuovo a Padova per l’arrivo in Prato della Valle. Ho visto tante foto in questi giorni che mi pare di esserci davvero stato. Sfiatato e sbuffante come un mantice mi fermo, riapro gli occhi… e mi ritrovo nel mio cortile condominiale al termine di 16 giri (unica concessione manuale alla realtà visto che in questo dentro e fuori dalle rampe dei box il segnale GPS è del tutto inaffidabile).

Anche questa è fatta, Con poco più di 8 km sono ben lontano da una vera maratona, ma anche questo è un piccolo passo verso la normalità con cui dovremo fare i conti ancora per un po’ di tempo.

Ora non vedo l’ora di leggere i racconti degli altri… un modo per sentirsi uniti anche se distanti.

 

Marco Bertoletti

8 km

2020 04 22 065241

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