Pietro Frendino ha lasciato la vita terrena e ora prosegue il suo viaggio in un’altra dimensione.
Pietro era una brava persona, un uomo buono, cordiale, educato, divertente.
Se ascoltiamo le parole dette in circostanza dell’ultimo saluto, di una persona qualsiasi, verrebbe da farsi l’idea che a morire siano solo le belle persone, le persone per bene.
E allora vi voglio raccontare una cosa successa tanti anni fa, quando io ero preadolescente e vivevo In una via di un quartiere di Torino, per lo più popolato da famiglie di operai.
La via Limone, lunga appena 273 metri, era un piccolo paese dove tutti si conoscevano e dove i bambini potevano giocare tranquillamente per strada.
Lungo i marciapiedi le poche macchine parcheggiate erano tutte utilitarie usate, di seconda o terza mano, l’unica eccezione era una Porsche dove accanto spesso trovava posto anche una moto di grossa cilindrata, di proprietà di una persona che incuteva timore, essendo tacitamente riconoscimento da tutti come un fuorilegge.
Un giorno un incidente con la moto se lo porto via e al suo funerale tutti a dire: “che peccato, era una brava persona, sono sempre migliori quelli che se ne vanno”, le stesse parole che ho sentito oggi al funerale di Pietro e che mi hanno fatto venire il desiderio di tentare di provare, che per lui non si tratta di parole di circostanza, per lui invece è proprio così.
Se mi chiedessero la data in cui ho conosciuto Pietro sinceramente non saprei rispondere.
Pietro è una di quelle persone che ti sembra di conoscere da sempre che se hai la fortuna di incontrare entra a far parte completamente della tua vita.
Non so nemmeno quante volte all’anno ci incontrassimo tuttavia ad ogni incontro sembrava che il tempo non fosse passato e si riprendeva con il medesimo affetto, esattamente dal punto in cui ci si era lasciati.
Frequentarlo in tutti questi anni è stato un privilegio che mi ha consentito di apprezzare le sue doti di marito, genitore, fratello.
Sì perché Pietro ha una famiglia fantastica e unita e se qualcuno ha una famiglia fantastica e unita, allora non si può non riconoscergli l’enorme bagaglio di doti necessarie per realizzare questa magia.
Pietro poi è stato anche un grande lavoratore come testimoniano gli amici che in questi giorni hanno scritto sul suo profilo Facebook e non ho motivo di dubitare, era talmente puntuale che era sempre il primo ad arrivare al villaggio, il giorno della gara.
E poi un uomo con grandi passioni, tra le quali la corsa ha sicuramente trovato un posto da protagonista nella sua vita, tanto da portarlo sui campi di gara anche contro il parere di tutti quando la malattia che lo affliggeva, avrebbe dissuaso chiunque dal farlo.
E ancora quel sogno raggiunto ma non festeggiato per la sua maratona numero 100.
Al Lago d’Orta la festa per consegnargli la sua coccarda era pronta ma purtroppo non è potuta andare in scena per l’aggravarsi delle sue condizioni.
Ecco perché oggi, per rispetto della nostra amicizia e anche a nome del Club Super Marathon Italia, io quella coccarda gliel’ho voluta portare, consegnandola alla moglie perché Pietro possa portarla con sé in tutte le corse che ancora lo aspettano dove si trova ora.
Marito esemplare, padre affettuoso, grande lavoratore, runner tenace e infaticabile, amico di tanti e ne sia dimostrazione la folla che oggi lo ha accompagnato nell’ultimo viaggio, in barba al fatto che si fosse in pieno agosto.
Alla luce di tutto ciò credo dunque non ci siano dubbi di come Pietro sia a pieno diritto e non per circostanza, una “brava persona”.
Paradossalmente da oggi aumenteranno le corse che faremo insieme perché ad ogni gara Pietro sarà con me, nel mio cuore e sono certo resterà nel cuore di tutti quanti lo hanno conosciuto, dove vivrà in eterno.
Buone corse amico mio.



Io non sono un grande amante di tutti i social e li uso pochissimo ma ti confesso che avrei voluto scrivere le stesse parole che hai usato tu per descrivere Pietro, la sua famiglia, i suoi amici e tutto il bene che ha fatto.
Volevo accompagnarlo nella sua ultima maratona, la centesima (a cui teneva veramente tanto), ma sono riuscito solo a stargli vicino qualche giorno prima che ci lasciasse.
Grazie per avere scritto queste bellissime parole per Pietro, il mio amico “cinghialotto”, ci mancherá davvero tanto ma sono sicuro che ad ogni gara sará al nostro fianco, presente, come sempre!
Un abbraccione Pietro.
Le parole che ai sono sacrosante vere .io sono un cugino del paese natale io lo chiamato sempre pierinoquando avevo 6 anni e Pitro era venuto al mondo lo visto il primo anno di vita poi tutta la famiglia si è trasferita al nord non ci siamo più incontrati poi settembre 2019 ci siamo incontrati sembra che non c’eravamo mai separi ho una rabbia dentro di me perché lo perduto troppo presto tutte le parole che ai scritto sono vere non aggiungo altro