2017 – Una toccatina al naso di Caio Giulio Cesare sul Rubicone porta bene

È il ponte Giulio Cesare, edificato nel luogo ove nell’anno 49 a.C. il famoso condottiero, console e dittatore romano varcò il Rubicone scandendo le famose parole “alea iacta est”, “il dado è tratto”.

La frase, storica, è usata ancora oggi nel caso di decisioni irrevocabili dalle quali non sia più possibile recedere. 2000 anni fa il Rubicone separava Roma dalla Gallia Cisalpina. Cesare, attraversando il fiume con il suo esercito, violò deliberatamente la legge che proibiva l’ingresso armato all’interno dei confini romani e diede il via alla guerra civile che si concluse con la sconfitta di Pompeo.

002003Mentre infuriano le 10in10 sul Lago d’Orta e ogni giorno arrivano le ultime news sulla sfida all’ultimo sangue fra i due Supereroi Bruce Banner/L’Incredibile Hulk (Marco Bonfiglio) e Ben Grimm/La Cosa (Adam Holland) che se le stanno dando di santa ragione, corre l’obbligo di prenderci un attimo di tregua con un raccontino più “tapascione”.

Nessun Supereroe, ma quattro amici che, invece di ritrovarsi a bere del whisky al Roxy bar, si danno appuntamento alle 10:30 di domenica mattina a Bellaria-Igea Marina per una sgambata verso il Rubicone e ritorno.

Per fronteggiare la giornata bollente ci equipaggiamo con una bottiglietta da mezzo litro che riempiamo ad ogni fontanella con l’ottima acqua fresca proveniente dal lago di Ridracoli. Il nostro segreto per sopravvivere alla calura, bere molto e versarci acqua in testa per eliminare il rischio di colpi di sole e/o calore.

Causa il gran caldo, indosso solo uno slip striminzito decisamente osé che mette in risalto le mie rotondità addominali. Aroldo Broccoli, anche lui a torso nudo, sfoggia un paio di occhiali scuri e calzoncini classici da runner. Cristiana Di Pietrantonio mette in mostra la canotta del Club e le sue belle gambe mentre Carlo Zampini sceglie un abbigliamento più consono e tradizionale.

Dopo circa 5 km arriviamo al ponte, al centro del quale si trova un bel busto in bronzo del Divino Giulio il cui naso è oggetto di venerazione: tutti coloro che gli passano davanti lo toccano palpeggiandolo e accarezzandolo con voluttà. Porta fortuna. Ci fermiamo per toccarlo e scattare la foto di rito, poi ricominciamo a correre. A noi Supertapascioni la toccatina e fuga assicurerà un radioso futuro di tante belle maratone da aggiungere in saccoccia.

Buon Ferragosto, con la speranza che non sia rovente.

Di seguito le foto della sgambata lungo il percorso ed il ciao-ciao finale.

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