di Mario Tenaglia
VIENNA, 23 aprile 2023
Domenica 23 aprile si è corsa la 40esima edizione della Maratona di Vienna. Manifestazione che ha visto al via 39.000 persone, divise fra campioni e amatori di ogni età, dai bambini sino agli ultra ottantenni, uniti dalla grande passione per la corsa. In una giornata di sole e dal clima quasi perfetto per una maratona, le migliaia di donne e uomini sono partiti dall’immenso ponte sul Danubio che collega i grattacieli della città nuova al famoso Prater, l’enorme parco giardino, attraversato lungo un viale rettilineo che sembrava non finire mai. Un serpentone umano, che senza ordine di continuità ha raggiunto il centro storico della città, che definire bella è quasi riduttivo. Già, perché correre fra quei palazzi magnifici e maestosi, dava la sensazione di vivere nell’epoca asburgica, trasformando la corsa in un lunghissimo giro di walzer fino al traguardo. Perché nella città della musica, dei grandi compositori, (gli Strauss, Beethoven, Mozart, solo per ricordare i più famosi) poco importa la posizione al traguardo, perché il maratoneta vince, innanzitutto, la battaglia con se stesso. La gioia di concludere la maratona con i suoi infiniti 42,195 Km, traspare dagli occhi, dai sorrisi e dalla commozione di ognuno nell’attraversare la fatidica linea di arrivo. Complimenti a Vienna, agli organizzatori, alle migliaia di Viennesi che lungo ogni metro del percorso, hanno incitato e supportato la marea umana che ha invaso la città. Un plauso particolare agli automobilisti, che non hanno manifestato insofferenza nelle attese, anzi, molti di loro si univano nell’applaudire il passaggio dei concorrenti.






In questa magica atmosfera non poteva certo mancare il Club Supermarathon Italia, 16 irriducibili che vinte le peripezie del viaggio, supportati dal Presidente Gino Paolo, hanno raggiunto la capitale austriaca e partecipato con gioia ed onore all’ennesima maratona. Un sentito grazie va riconosciuto alla perfetta organizzazione di Daniel Pfeifer, per la logistica , per l’ottima cena, fra un gruppo di amici riuniti nel festeggiare un nuovo traguardo. Perché essere uno degli oltre mille iscritti al club Supermarathon non è solo la gioia di segnare una tacca per un’ altra maratona, ma è anche e soprattutto, far parte di un gruppo che raccoglie persone da Bolzano a Siracusa, felici di ritrovarsi in vari luoghi d’Italia e del mondo, per condividere una grande passione. Ultimo ringraziamento a Sergio Tempera, che alla soglia degli ottant’anni, con la maestria delle sue foto e la sua verve infinita, rallegra tutti noi. W Vienna, W noi,Domenica 23 aprile si è corsa la 40esima edizione della Maratona di Vienna. Manifestazione che ha visto al via oltre 30.000 persone, divise fra campioni e amatori di ogni età, dai bambini sino agli ultra ottantenni, uniti dalla grande passione per la corsa. In una giornata di sole e dal clima quasi perfetto per una maratona, le migliaia di donne e uomini sono partiti dall’immenso ponte sul Danubio che collega i grattacieli della città nuova al famoso Prater, l’enorme parco giardino, attraversato lungo un viale rettilineo che sembrava non finire mai. Un serpentone umano, che senza ordine di continuità ha raggiunto il centro storico della città, che definire bella è quasi riduttivo. Già, perché correre fra quei palazzi magnifici e maestosi, dava la sensazione di vivere nell’epoca asburgica, trasformando la corsa in un lunghissimo giro di walzer fino al traguardo. Perché nella città della musica, dei grandi compositori, (gli Strauss, Beethoven, Mozart, solo per ricordare i più famosi) poco importa la posizione al traguardo, perché il maratoneta vince, innanzitutto, la battaglia con se stesso. La gioia di concludere la maratona con i suoi infiniti 42,195 Km, traspare dagli occhi, dai sorrisi e dalla commozione di ognuno nell’attraversare la fatidica linea di arrivo. Complimenti a Vienna, agli organizzatori, alle migliaia di Viennesi che lungo ogni metro del percorso, hanno incitato e supportato la marea umana che ha invaso la città. Un plauso particolare agli automobilisti, che non hanno manifestato insofferenza nelle attese, anzi, molti di loro si univano nell’applaudire il passaggio dei concorrenti. In questa magica atmosfera non poteva certo mancare il Club Supermarathon Italia, 16 irriducibili che vinte le peripezie del viaggio, supportati dal Presidente Gino Paolo, hanno raggiunto la capitale austriaca e partecipato con gioia ed onore all’ennesima maratona. Un sentito grazie va riconosciuto alla perfetta organizzazione di Daniel Pfeifer, per la logistica , per l’ottima cena, fra un gruppo di amici riuniti nel festeggiare un nuovo traguardo. Perché essere uno degli oltre mille iscritti al club Supermarathon non è solo la gioia di segnare una tacca per un altro maratona, ma è anche e soprattutto, far parte di un gruppo che raccoglie persone da Bolzano a Siracusa, felici di ritrovarsi in vari luoghi d’Italia e del mondo, per condividere una grande passione. Ultimo ringraziamento a Sergio Tempera, che alla soglia degli ottant’anni, con la maestria delle sue foto e la sua verve infinita, rallegra tutti noi. W Vienna, W noi, W il club Supermarathon. m.t. W il club Supermarathon…m.t.



Salve Amici, io non sono affatto d’accordo, tutti questi ELOGI fatti ad una organizzazione a dir poco …….. iniziamo dai i RISTORI, ACQUA, presa dalle vaschette a nani NUDE, INBEVIBILE, fortuna che invece dei spugnaggi, cerano delle fontanelle ma l’acqua sempre la stessa. Otre a l’acqua verso il 20° km. pezzetti di banana, niente altro. Verso il 38° km. sotto ad un tavolo del ristoro cerano dei pacchi di Coca Cola, ho chiesto se ne potevo avere un bicchiere, mi hanno risposto che quella era per loro, i VOLONTARI. Per quanto riguarda la MUSICA, ho sentito solo rumore di TAMBURRI, solo a pochi metri dal traguardo ho sentiti una MUSICA e alcune coppie di sposi che ballavano. Nessun commento sul PACCO GARA (NIENTE) Dopo l’arrivo neanche un bottiglietta d’acqua. Io domenica 7 maggio vado alla Maratona di Fano, la FAMOSISSIMA COLLEMARATHON, con pochi €uro, trasporto a Barchi paesaggi stupendi, e tanto altro. In queste “PICCOLE” manifestazioni mi sento un PERSONAGGIO, nelle cosiddette “grandi” sono solo un NUMERO. VIVA ALLE PICCOLE MANIFESTAZIONI, dove gli organizzatori si fanno in 4 per soddisfare i PARTECIPANI. UNO DI QUESTI SONO IO.
Ciao Francesco, mi hai raccontato queste tue osservazioni mentre mi superavi. Come ti ho detto allora, non sono d’accordo, perché il regolamento parlava chiaro. Diceva che erano previsti solo acqua e sali fino al 15° km, a partire dal quale ci sarebbero state anche le banane. Inoltre che al 35° ci sarebbe stata la Coca Cola (originale). Io, che ero dietro, ho trovato tutto puntualmente. L’acqua del rubinetto a Vienna è ottima, tanto è vero che la danno anche al ristorante e io l’ho bevuta regolarmente anche in albergo. L’acqua veniva servita in bicchieri di carta, come si poteva ben vedere dalle migliaia di bicchierini lasciati per terra da quei podisti sporcaccioni che non le buttano negli appositi contenitori. Inoltre, tra un ristoro e l’altro, c’erano le water station, una sfilza di 10 rubinetti in cui sciacquarsi con le mani o bere con le mani (immagino non sia un problema). Quindi avevi acqua ogni 2,5 km (i rubinetti erano a inframmezzati ai ristori). C’erano anche 3 docce che spruzzavano acqua nebulizzata. Inoltre sulla cartina, per chi non parla l’inglese o il tedesco, c’erano i disegnini di ciò che si trovava ai singoli ristori. I sali te li davano a bottiglie intere, così come intere davano le banane. Al 30° distribuivano bottigliette di acqua vitaminizzata aromatizzata alla mela. L’unica cosa, riferitami anche da altri, è la bottiglietta d’acqua alla fine, che per qualcuno non c’era. Io l’ho ricevuta regolarmente.
In merito al pacco gara, c’era una maglietta tecnica di tessuto finissimo di alta qualità, che in negozio la paghi più di 30 euro. Mi risulta inoltre che l’iscrizione ti sia stata offerta personalmente dal Presidente.
La musica era in almeno 4 punti (canzoni pop), con altoparlanti che la trasmettevano per lunghi tratti e un megaschermo con persone che ti incitavano live che si incontrava 2 volte sul percorso.
I percussionisti erano almeno 5 gruppi, tutti in costume e bravissimi, tra cui almeno 2 gruppi di ballerine molto carine che mi spiace molto tu non abbia notato. Io ho notato molto bene un paio di gruppi di magnifici e bravissimi ragazzi.
Certo che qui da noi sei un personaggio e tutti ti conoscono. All’estero, tuttavia, tranne per i pochissimi che magari sanno a memoria la Wold megamarathon ranking fino alla tua posizione, noi amatori più o meno evoluti siamo solo NUMERI. E ti dico che a me piace molto esserlo, un numero, perché è vero che i numeri sono infiniti, ma, presi singolarmente, sono unici e irripetibili, come noi tutti esseri umani: meravigliosamente e semplicemente unici.
Bellissime parole Laura Failli , chi non ama le grandi manifestazioni può, giustamente, bearsi in quelle più piccole, io non cambierei mai l’ emozione di partecipare ad un evento con migliaia di partecipanti all’intimità di una pur rispettabilissima ” piccola”, sarà perché se devo correre da sola o quasi vado ad allenarmi nel ” mio” Chianti.