Venezia il sogno di poeti scrittori e maratoneti

Tutte le città del mondo sono più o meno simili fra loro: Venezia non è simile ad alcun’altra”. A ricordarlo nelle sue Memorie è uno dei figli prediletti della città lagunare, quel Carlo Goldoni (1707-1793) noto ai più per l’arte della commedia.

La mattina  siamo in sette alla stazione di Mestre, incontriamo alti  Orange e via con le fotografie di rito si parte con l’autobus , ed dopo 45 minuti eccoci a Stra. Scesi dal mezzo di trasporto, seguiamo  la scia, umana tutto, e’ predisposto al meglio bagni chimici e vespasiani. Un  immenso capannone ci attende  per gli ultimi preparativi.

Seguiamo quel cordone umano che ci reca alla partenza, al cospetto del frontale d’ingresso di Villa Pisani la  più grande villa veneta della Riviera del Brenta, famosa per aver ospitato Napoleone. Nel 1934 qui avvenne il primo funesto incontro ufficiale tra Mussolini e Hitler. Si intravede tra le grate l’immenso parco basato sull’incrocio di assi ottici. In fondo, le scuderie per i cavalli, create come finta facciata, palcoscenico dove Carlo Goldoni inscenava le sue commedie. L’attesa è entusiasmante si susseguono musiche discorsi delle varie autorità presenti  per poi finire con l’inno italiano che precede lo start, cantato da gran parte dei presenti podisti. Il percorso punteggiato dalle ville  Pisani, Widmann, Foscari, Gradenigo, Giovanelli sino alla Malcontenta si snoda lungo il fiume. Indimenticabile al 5° km a partire da Dolo la fiumana umana festante seguono poi  Fiesso d’Artico, Mira, Oriago, Malcontenta presenti,   almeno otto complessi musicali di vario genere, con il loro stili diversi

Verso il ventesimo chilometro, abbandoniamo la compagnia del Brenta, e inizia la parte meno bella della percorso si attraversa la zona industriale di Marghera con le sue raffinerie e Mestre. Il Parco San Giuliano ci accompagna dal 29° al 32°, con i profondi, sconfinati orizzonti, il ponte, sulla rotonda prossima al passante di Mestre, con i suoi bracci tiranti, protesi all’infinito. Molti sono gia’ fuori di testa ma malgrado la fatica, sci si rende conto di essere totalmente piccoli rispetto a cotanto imponente scenario.Verso la fine di questo percorso dopo  un tratto tortuoso, se pur bello, si intravedono le due colonne  inizia il  ponte della Libertà, si annusa il profumo della laguna sono gli  ultimi sofferti 5 Km, Venezia è là con i suoi  immensi transatlantici che ne deturpano la sagoma. Si arriva a Tronchetto, rampa verso Piazzale Roma, ci si inoltra in Marittima, Giudecca, San Basilio, le Zattere, Punta della Dogana, si attraversa  il meraviglioso ponte di barche  sul Canal Grande che beccheggia e si arcua al nostro passaggio qui i piedi calpestano il legno sospeso sulla  laguna  e sbattono come la chiglia di una gondola sulle onde sono, i tre magici km più belli del mondo non si sa dove guardare, filmare, fotografare.

Centinaia sono i  turisti, i piccioni volano via, il Palazzo Ducale fa da splendido sipario a quest’ultimissima parte del percorso . A destra lo splendore della laguna. A sinistra il muro di folla  che ci incoraggia e quasi ci spinge nel percorrere l’ultimo chilometro.

l sospirato traguardo dei 42 chilometri e 195 metri.arriva sulla riva dei Sette Martiri dove e’ attraccata la filante  nave scuola Palinuro, ci accoglie il suono della sirena di una nave da crociera che saluta il   passaggio degli atleti. L’emozione  è tanta e  grande è la soddisfazione di avercela fatta; la soddisfazione  che deriva dal raggiungimento di un risultato ottenuto con grande fatica e sofferenza.

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