VENTASSO 2020


mattina fresca, dopo la perturbazione della notte, siamo a Busana, luogo
della partenza, e con nostra sorpresa, un altro gruppetto di atleti sono
pronti per iniziare l’avventura con il solo scopo di essere presenti
nonostante tutto e per ricordarlo hanno confezionato delle medaglie in legno
donandole anche a noi. Che emozione impugnare una medaglia dopo tanto tempo!
L’itinerario di oggi calca i primi km nel bosco dove incontriamo i cartelli
permanenti dell’ecomaratona del Ventasso, fino ad arrivare a Cervarezza. Il
cielo è coperto e le nuvole basse coprono le cime arrivando a tratti anche a
quote più basse e per noi correre è un piacere. La prima variazione ci porta
a Ramiseto per arrivare al lago Calamone senza intraprendere la temuta via
del “Tirone” anche perché in questo periodo la sassaia che collega il
rifugio Santa Maria Maddalena al lago Calamone non è in sicurezza e il CAI
ne sconsiglia il transito. Il lago è meraviglioso come sempre, nella sua
pace, circondato da conifere e con i  riflessi delle nuvole che corrono
veloci. Mentre noi ci godiamo il giro completo incontriamo sciami di turisti
che arrivano carichi di borse frigo per fare pic nic o rilassarsi sul prato.
La nostra strada prosegue per la seconda metà del viaggio verso il passo di
Pratizzano, Collagna e Nismozza, tutto su asfalto tra godevoli discese e
interminabili salite, fino a ritrovarci nuovamente a Busana. Come qualche
anno fa, la panchina a fianco della chiesa è stata il nostro momento di
relax con un panino al formaggio in una mano e una birra fresca nell’altra.
Grazie Ventasso e arrivederci al 2021!

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