E’ bello correre di pomeriggio inoltrato, quando il sole è meno vivido. Corriamo insieme. Nel lasciarmi, per ringraziarmi della compagnia, mi saluta offrendomi uno splendido tramonto. Prima che cadano le ombre, che rendono le cose tutte uguali, sono a casa.
E’ bello correre nelle giornate abbaglianti dell’estate, quando i colori sono smaglianti. La brezza mi accarezza dolcemente e lenisce la fatica asciugandomi il sudore, mentre il penetrante sapore del mare infonde vigore.
E’ bello sempre, anche d’inverno, con il tempo inclemente ed i colori grigi. Ma ecco che il grigiore e la solitudine vengono rotti da uno stormo di gabbiani, che mi applaudono con il loro stridulo garrito e mi festeggiano svolazzando intorno. Poi vanno ad adagiarsi sulle onde. Non mi sento più solo, ma libero, totalmente libero, come un gabbiano.
Sono molti anni che vado a correre al mare. Di tempo n’è trascorso; ho assistito ad albe e tramonti, ho visto passare i giorni e le stagioni; ho toccato con mano l’inesorabile fluire del tempo. Correndo, mi sento in armonia con la natura, in cui tutto scorre; di essere parte attiva di questo eterno movimento. Correre è vita, ed io non faccio altro che vivere.
Sono grato al mare. La sua immensità infonde pace e tranquillità al mio spirito e, sereno, torno alle abituali occupazioni. La sua visione affina in me il senso della bellezza. La sua aria ricca di iodio riempie e fortifica i miei polmoni. La sabbia potenzia i muscoli delle mie gambe.
Così, quando ho più tempo, nei fine settimana, fortificato dal mare, me ne vado per le vie del mondo. Corro per città d’arte, per un giorno sottratte al traffico convulso. Mi avventuro per sentieri appena tracciati; affronto salite impossibili aggrappandomi ai cespugli e discese che paiono precipizi. Corro con il sole sui pianori tra i fiori, mentre in cima il nevischio schiaffeggia il mio viso. Senza il mare non avrei potuto affrontare le insidie del deserto alla ricerca di ignorate bellezze.
Tornato a casa, vado al mare a ritemprarmi ed a ricevere il saluto dei gabbiani, in festa per il mio ritorno.


