VERSO LA MARATONA DI MILANO DEL 3 APRILE 2022

Le 110 opere esposte ricostruiscono l’intero percorso artistico di Sironi: dalla giovanile stagione simbolista all’adesione al futurismo; dalla sua originale interpretazione della metafisica nel 1919 al momento classico del Novecento Italiano; dalla crisi espressionista del 1929-30 alla pittura monumentale degli anni Trenta; fino al secondo dopoguerra e all’Apocalisse dipinta poco prima della morte. Sono esposti, infatti, alcuni capolavori che personalmente intristiscono e fanno pensare. Meglio sollazzarsi alla fine nel ristorante Panoramico con vista spettacolare sulla piazza del Duomo dal 1958 il “Giacomo”. Questa una frase famosa del proprietario del locale: “Milano mi ha insegnato che nella vita ci sono dei passaggi, se uno li sa prendere, se sa cogliere il momento giusto, allora le cose funzionano. E poi Milano mi ha insegnato che bisogna credere nelle cose. Aveva ragione: le cose nelle quali ho creduto, piatti, lavori, amori, sono sempre andate bene. Perché quando uno ci crede è già a metà del lavoro. E a Milano sono diventato Giacomo: prima, per tutti, ero solo Giacomino”.

Al Mudec, il museo della cultura che è stato allestito recuperando l’ex area industriale dell’Ansaldo, oltre alla collezione permanente di contenuto etnografico ed etologico, sono allestite attualmente due mostre di grande diversità ma di identico valore e interesse culturale: “Henri Cartier-Bresson, Cina 1948-49 / 1958” e “Piet Mondrian – Dalla figurazione all’astrazione”. Finirà abreve ma ci sarà una mostra strepitosa su Chagall appena dopo durante i giorni della Maratona

Armato di Ffp2 e di green pass rafforzato, ma non avendo prenotato in anticipo, mi son messo pazientemente a fare la mia fila nel cortile della ex fabbrica, in una giornata fortunatamente gradevole e serena. Mi pare che ormai tutti, persino gli italiani, si siano rassegnati ad attendere compostamente il proprio turno, che dipende da insondabili alchimie tra pieni e vuoti e pericoli di assembramenti, il tutto completamente al di fuori del nostro controllo.

Bresson, “l’occhio del secolo”, inviato da “Life” in Cina per documentare la Rivoluzione comunista, coglie negli sguardi, nelle espressioni e nei movimenti degli individui e delle masse, momenti

Data la produzione e l’importanza smisurata di Bresson, definito “L’occhio del secolo”, lo sguardo su un soggetto univoco i rivolgimenti per la rivoluzione cinese, grandi masse e grandi foto. Se alla fine siete fortunati e trovato libero uno dei sette esclusivi tavoli sopra il Mudec c’è uno dei pochi ristoranti tre stelle Michelin in Italia gestito dal famoso Chef Enrico Bartolini. Proprio al museo è dedicato un menù degustazione chiamato “MUDEC EXPERIENCE” che comprende: Albese di cinghiale, radicchio tardivo, mandorla ed erbe amare, Capasanta in salsa bouillabaisse, verjus, semi di oliva e avgotaraho,   Spaghetto fresco, limone tostato, calamaro, whisky e caviale, Patata della Sila affumicata al fieno, vacca vecchia alla ‘nduja, gambero e cicoria, Carciofo alla brace aglio nero e midollo di manzo, Rombo chiodato del Mediterraneo, lumachine di mare e barbabietola, Ravioli “d’ape” foie gras e miele, Agnello delle dolomiti lucane…….dolci….vini abbinati etc…..

Nei giorni della Maratona poi è chiamato alla Scala Vito Piero Ancora uno dei suoi più “celebri” frequentatori per il Don Giovanni di Mozart. Questi gli interpreti Don Giovanni  Christopher Maltman, Commendatore                Günther Groissböck, Donna Anna Hanna-Elisabeth Müller, Don Ottavio Bernard Richter, Donna Elvira Emily D’Angelo, Leporello      Alex Esposito, Zerlina  Andrea Carroll, Masetto Fabio Capitanucci

Non tutti sanno che un’ora prima dell’inizio di ogni recita, presso il Ridotto delle Gallerie, si terrà una conferenza introduttiva all’opera tenuta da Cesare Fertonani. Così lui descrive questa rappresentazione alla scala. “ Dalla prima versione di Tirso da Molina il mito di Don Juan ha attraversato la cultura dell’Occidente inserendovi un elemento inquietante fatto di erotismo, hybris, solitudine e declino che ha sedotto filosofi e scrittori da Kierkegaard a Camus. Proprio a Camus si rifà la lettura di Robert Carsen che ha aperto la Stagione 2011/2012 con le scene di Michael Levine che riflettono la sala con effetto illusionistico e che torna ora con la direzione di Pablo Heras- Casado e un nuovo cast con Christopher Maltman protagonista.”

Quindi buona maratona di Milano su un percorso davvero speciale Veloce e panoramico rinnovato per l’edizione 2015, il tracciato di gara ad anello, con partenza e arrivo in pieno centro, nel parco dei Giardini Montanelli, è stato continuamente migliorato nei dettagli, anno dopo anno, fino ad arrivare al disegno attuale, capace di conciliare le esigenze di scorrevolezza dei top runner e degli amatori evoluti che negli ultimi anni hanno conseguito risultati cronometrici sempre più esaltanti, con la possibilità di ammirare e godere una città sempre più bella nella sua combinazione di elementi storici e contemporanei.

https://www.milanomarathon.it/maratona/

 

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