Vida y muerte en Barcelona

Un avviso sul sito web della Maratona di Barcellona identifica l’uomo come un corridore catalano esperto e popolare. Sono date solo le sue iniziali, X.J.

X.J. era un residente di Hospitalet de Llobregat, un comune vicino a Barcellona.. È crollato dopo aver superato la linea del traguardo.

L’intera squadra organizzativa della Zurich Maratón de Barcelona era molto provata e tristezza regnava in piazza di Espana.

Il corridore è il secondo a morire in una maratona, nell’ultima settimana.

Venerdì un uomo di 29 anni è morto mentre correva in una mezza maratona a Tel Aviv, Israele. La sua morte è stata causata dal caldo estremo. Grave disidratazione e altri problemi legati al caldo,hanno portato al ricovero in ospedale altre 12 persone.

Purtroppo lo scorso aprile 2012 sono stato testimone di un episodio simile davanti a Buckingam Palace. Mentre stavo arrivando, al 41esimo km ho visto i vani tentativi per rianimare la trentenne Claire Squires, morta correndo nella Maratona di Londra, in Inghilterra. Un medico legale ha stabilito, a gennaio di quest’anno, che la causa della sua morte era stata una singola dose di Jack3d, un supplemento per migliorare le prestazioni. Questo supplemento era legale in Inghilterra in quel momento, ma è stato vietato mesi dopo.

foto 2E’ triste pensare che qualcuno che e’ partito con te non arrivi più da nessuna parte e se ne vada per un piccolo incidente o fato avverso

Comunque, meglio pensare ai 12 punti di animazione con spettacoli musicali e show distribuiti lungo il percorso che hanno animato la gara.

Il pubblico, anche a causa della pioggia, e’ stato scarso, e il suo milione e mezzo di abitanti non si sono molto visti.

Barcellona ha sempre qualche sorpresa da regalare. L’anima catalana tradizionale si fonde nella Barcellona cosmopolita piena di stranieri, un vero porto della cultura.
Grazie alle Olimpiadi organizzate nel 1992, la città si è rifatta il look e numerosi sono stati i progetti di riqualificazione urbana.

Siamo partiti tra I tesori del Montjüic el 1929. La città ha ospitato una seconda Esposizione Universale che ha lasciato come ricordo alla città la Fontana Magica sulla Collina del Montjüic, disegnata dall’ingegnere Carles Buigas: uno spettacolo unico d’acqua. Questo colle è anche il posto migliore per ammirare la città dall’alto: qui è stato costruito il villaggio per le Olimpiadi del 1992 e rappresenta un luogo intriso di importanti monumenti come il Castello di Montjuic, il Palau Nacional, il Poble Espanyol, un complesso architettonico originale, una specie di Spagna in miniatura che riporta tutti gli stili di architettura spagnola ed il Museo di Mirò, una fondazione in cui vengono illustrate la vita e le opere di Mirò ed anche alcuni progetti da lui elaborati per l’esposizione universale di Parigi del 1927.

foto 3Siamo saliti al mitico stadio del Barca, Il Camp Nou. Con una capacità di 99.354 spettatori è il più capiente stadio di Spagna e di tutta l’Europa. Se ci andate, visitate nella tribuna principale un museo dedicato alla storia del Futbol Club Barcelona. Inaugurato nel 1994, accoglie ogni anno centinaia di migliaia di visitatori, con un picco di oltre 1.600.000 ingressi registrato nel 2011.

Il percorso espositivo, su una superficie di oltre 3.500 m2, permette di ripercorrere la storia del club attraverso memorabilia, opere d’arte e un archivio con molti documenti, video e immagini sulla storia della squadra. Nell’esposizione è incluso il giro dello stadio.

E poi la via “DIAGONAL” attraverso la Barcellona del Gaudì. Antoni Gaudí, è il massimo esponente dell’architettura modernista. Che emozione farsi fotografare col pettorale sotto le sue opere (lo chiamavano l’”architetto di Dio”): la maestosa Sagrada Familia, famosa per non essere mai stata completata (si dice che l’opera non debba essere terminata, altrimenti sarebbe di cattivo auspicio per la città); la bizzarra Casa Batllò, con i suoi motivi fantastici che richiamano l’Art Nouveau; lo stile gotico della curvilinea Casa Milà, chiamata poi La Pedrera che significa Cava perchè sembra costruita in pietra; il Parc Güell, che riproduce ambientazioni naturali in variopinte ceramiche e maioliche colorate, utilizzate come tessere di mosaici e sculture in calcestruzzo, che rappresentano tutto un universo di animali fantastici… un’opera che si integra nella natura e che la riproduce perfettamente.

foto 4Poi giu’ attraverso i nuovi quartieri coi grattacieli (vedi il Suppostone) fino alla spiaggia e La Barceloneta, il quartiere tradizionale dei marinai e dei pescatori che esiste dal 1753 ed è caratterizzato da stupendi colori mediterranei, da deliziosi ristoranti di pesce e cinque chilometri di spiagge. Qui hanno sede il Porto Olimpico, frequentato soprattutto nella bella stagione, e il Paseig Maritm. Passiamo a fianco del Maremagnum, un’enorme piattaforma costruita a fianco del porto di Barcellona.

Si rigira in città nel cuore della Barcellona medioevale, il Barrio Gotico, uno dei centri storici gotici medievali meglio conservati d’Europa, un intreccio di strade strette intorno alle Cattedrale (La Seu) caratterizzate da abitazioni tipiche, in cui si trovano il Museo Picasso ed il Palazzo della Musica Catalana. Usciti da questo antico dedalo, eccoci finalmente arrivati!

Io e il buon Marco, dopo le foto di rito, rientriamo nei nostri quartieri. Anzi nel nostro quartiere preferito. Uno dei simboli di Barcellona è il viale della Rambla, la zona più cosmopolita e colorata della Ciutat Vella (Città Vecchia) pullulante di musicisti di strada, statue viventi, mimi e venditori ambulanti. La più bella, fra le parti che la compongono, è sicuramente la Rambla de les Flors e se verrete da queste parti, potete bere l’acqua della fonte di Canaletes… secondo il detto popolare infatti, chi beve da questa fontana tornerà almeno un’altra volta a Barcellona, magari per la prossima maratona!

Per pareggiare il bilancio energetico niente di meglio di una “CAZZAROLA” di paella Y langosta

innaffiata da fresca Sangria.

Adios Barcelona

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