Vincenzo Trentadue ed Emma Delfine fortissimi a Metaponto Lido (MT)

foto 2Così è stato ricordato William Govi, scomparso una settimana fa. Naturalmente, il vero tributo al “maratoneta per antonomasia” è stata la corsa, bella e impegnativa.

Erano le ore 8:00 quando i partecipanti della 6^ EcoMareMaratona si sono adunati sulla riva. La spiaggia era silenziosa, ombrelloni e sdraio ordinatamente allineati e solitari. I bagnanti non avevamo ancora invaso il mare di questa prima domenica di settembre. Dominavano i colori tenui del primo mattino sul vasto arenile affacciato sul Golfo di Taranto, esteso fino alle alte montagne della Calabria.

Tutto era chiaro! Ora capivo perché i Greci si fossero fermati qui 2500 anni fa. E appunto per questo la maratona è sottotitolata “di Filippide”, il primo dei nostri.

Da queste parti s’è fermato Pitagora, tutto numeri e teoremi di geometria.

In suo onore, il tracciato della maratona ha la forma geometrica di un rettangolo allungato. 5 km di sabbia, compresi fra le foci del Basento e del Bradano, e 5 km di bosco, paralleli al mare, formano i due lati maggiori; 250 m, che corrono lungo l’argine dei due fiumi, sono i due lati minori di raccordo. La figura geometrica va ripetuta quatto volte.

foto 3Questa è “l’altra” maratona sulla sabbia. E’ la versione estiva, mentre a San Benedetto del Tronto si corre quella invernale. Nella città marchigiana si corre sulla spiaggia deserta; sul lido metapontino solo nel primo giro la spiaggia è libera, poi viene invasa dai bagnanti e bisogna zigzagare fra i bikini ed evitare di distruggere i castelli di sabbia, che i bambini hanno pazientemente costruito. Quando i vacanzieri si rendono conto che è in corso una gara podistica a circuito, solo allora cedono il passo ai radi corridori, ma siamo al quarto giro e la corsa è finita!

L’altro ostacolo è l’acqua. Tutti cercano di non bagnarsi le scarpe, che peserebbero altrimenti un quintale, e allungano il percorso correndo sulla convessità degli archi che le onde descrivono sulla battigia. Ci riescono per breve tratto. Già al secondo giro, le onde, più furbe e leste, li hanno fregati. Con il passare del tempo ci si mette contro anche l’alta marea, che si divora la sabbia. Bagnati per bagnati, sul finire tutti corrono in pieno mare.

Non solo mare, la maratona di Metaponto è anche Eco. Vi assicuro che i 5 km nel bosco sono gradevolissimi. Una finissima pioggerellina sgorga dagli ugelli che rinfresca i concorrenti e rende lo sterrato del percorso privo di polvere. Gli eucalipti e i pini d’Aleppo oltre a rendere l’aria profumata, con le loro foglie cadute formano un soffice tappeto che attutisce l’impatto del piede al suolo. E se sulla spiaggia si è confusi con la gente, nel bosco regna la quiete e la solitudine, essendo riservato ai podisti e al trenino folcloristico. L’unico problema è che nell’ultimo giro, quando la stanchezza obnubila la mente e rende debole la volontà, si potrebbe cedere alla tentazione di salirci sopra.

foto 4Il termometro segna temperature estive, ma la brezza lungo la riva e il venticello nel bosco neutralizzano il caldo.

Atleti di spessore si sono affacciati sul Golfo di Taranto. Fra gli uomini, si distinguevano Vincenzo Trentadue, Denis Lusi, Onofrio Viscanti e Marco Bonfiglio, due settimane fa trionfatore alla 100 km di Lipsia. Fra le donne, c’era Emma Delfine, Angela La Torre e Luisa Betti.

Vincenzo Trentadue è apparso in grande forma. Ha scaricato la potenza della sua falcata sullo sterrato della foresta e sulla sabbia della riva, vincendo facile in 2:56:28. Al secondo posto Denis Lusi in 3:22:36, al terzo posto Onofrio Viscanti in 3:39.38. “A chi dedichi questa vittoria conquistata su un terreno durissimo?”, è stato chiesto a Vincenzo appena tagliato il traguardo: “A tutti i bersaglieri con in testa il mio Comandante di caserma 7 Reggimento Altamura, Colonnello Arcangelo Marucci”. Poi, commosso: “…e a qualcuno che ora non esiste, ma ci sarà nel 2014”.

Emma Delfine ha volato leggera sulle foglie del bosco e ha sfiorato il pelo dell’acqua. Ha vinto in 3:43:00, al secondo posto Angela La Torre in 4:08:28, al terzo posto Luisa Betti in 4:11:38.

Accettabili i ristori self service.

Solo 26 i classificati.

Mare splendido, due fiumi, bosco, archeologia. Gli ingredienti ci sono tutti per una grande partecipazione. Non si capisce perché questa EcoMareMaratona non spicchi il volo. Rocco Petrocelli deve darsi una risposta.

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