Per le cave di marmo a Carrara, vedere le belle foto di Hartmann Stampfer cliccando qui.
Approfitto della generosa convenzione di 25,00 € per conoscere una parte d’Italia dove non sono mai stato. La giornata inizia sotto i migliori auspici, l’aria tersa mette in risalto le Alpi Apuane i cui contorni si stagliano nettamente nel cielo azzurro.
La partenza e’ sul lungomare di Marina di Carrara, a destra la spiaggia e a sinistra una pineta con i tronchi degli alberi piegati verso monte dalla forza del vento.
Anche se un po’ noiosa per i lunghi rettilinei avanti e indre’, la prima parte del percorso e’ piacevole. Notevoli, le catene montuose sullo sfondo solcate da venature bianche di marmo. Suggestivo l’attraversamento di Massa: ecco Piazza Aranci, circondata da aranceti e con un obelisco di marmo nel centro; il Duomo, infine Piazza Mercurio. Mentre scatto foto a scorci e architetture mi raggiunge Marina Mocellin. Le basta dare un’occhiata alla mia andatura stracca per capire che le foto sono una scusa per interrompere la corsa e riposare. Con un moto d’orgoglio provo a starle a fianco, ma Marina, oggi in forma strepitosa, lo sguardo fisso in avanti, passa e va.
Dal 29^ km si cambia: riaprono il traffico e tutto diventa precario. Ecco il cartello giallo del 30esimo e la postazione chip. Mentre mi fermo a scattare una foto, il personale MySdam mi invita a fare in fretta perche’, causa traffico, la pedana deve essere urgentemente rimossa. Arrivo in solitudine ad un incrocio non presidiato. Testa o croce, decido di andare a destra. Dieci minuti dopo compare il cartello chilometrico: ho avuto fortuna, sono ancora sulla retta via!
Per la mancanza di chiare indicazioni, mi lamento con un addetto al volante di un’auto di servizio. Mi rimprovera di non aver letto bene il regolamento: dopo le ore 13,00 e’ obbligatorio rispettare il codice della strada!! Chiedo scusa, sono proprio uno sciocco a non aver capito: dopo la riapertura del traffico, i maratoneti delle retrovie devono seguire le indicazioni del navigatore sul proprio telefonino ed arrangiarsi!
Mi raggiunge Nunzio Pellicelli, anche lui incavolato nero con l’Organizzazione. In localita’ Avenza, anziche’ girare a destra intorno ad un isolato, un addetto ci invita a tagliare a sinistra per risparmiare mezzo chilometro. Lo mandiamo bellamente affncl e andiamo verso destra: lui ci guarda stupito per il nostro masochismo e la maleducata irriconoscenza. Piu’ tardi scopriremo che ha rivolto lo stesso invito anche ad altri tapascioni delle retrovie.
Nell’ultimo avanti-indre’ a pochi km dal traguardo, nessuna postazione chip e nessun addetto a controllare. Ai ristori solo acqua da bere e neppure minerale. Avanti cosi’ fino alla fine. Come accade quasi sempre quando Organizzazioni poco esperte si cimentano per la prima volta nella maratona, nessun rispetto per gli ultimi della classe.
Taglio il traguardo dopo un mezzo giro nella pista di atletica del campo scuola. Originale la medaglia, un dischetto marmoreo di 200 grammi e 10 cm di diametro che usero’ come fermacarte.
Dopo di noi non il diluvio ma Adriano Bordin scortato dall’auto scopa e da due moto della polizia lampeggianti. Alla spicciolata arrivano ancora una decina di tapascioni senza scorta d’onore e completamente persi nell’oblio.
Per concludere, qualche suggerimento all’Organizzazione: occorre evitare la riapertura del traffico e “formare” meglio gli addetti lungo il percorso. Non rimuovere le postazioni chip prima del tempo, e negli incroci non presidiati segnalare con frecce e fettucce colorate la giusta direzione da seguire. Prevedere ristori con acqua minerale, the, cocacola. All’arrivo, docce calde e pasta party.
Se le carenze evidenziate non saranno eliminate, nonostante il nome altisonante che rimanda a nobili origini e marchi di qualita’, la prima edizione della White Marble Marathon rischia di essere, per noi tapascioni, anche l’ultima.
Clicca qui per le foto (di Hartmann Stampfer)
Clicca qui per le foto (di Mario Liccardi)








Massa, Piazza Aranci


Massa, Duomo

Massa, Piazza Mercurio


