E’ stato uno dei Padri Fondatori del Club. Il 26/02/1996, con Mario Feracudi e Luciano Lucidi, aderì al progetto di Sergio Tampieri di costituire il Club Super Marathon Italia. Poi si dette all’azione. Le sue 699 maratone/ultramaratone, corse in tutti i continenti, lo pongono al secondo posto in Italia (dopo Giuseppe Togni con 761) e al 35° nel mondo.
Suo obiettivo, dichiarato apertamente, era diventare il primo in Italia e di scalare le classifiche internazionali. Si mise a viaggiare freneticamente nei paesi più sperduti per amore della corsa e della conoscenza, regalandoci cronache minuziose. Divenne famoso. Quando, nel 2002, anch’io me ne andai per maratone, la domanda che più frequentemente mi veniva posta all’estero era: “Conosci William Govi?”. Dei paesi visitati, assorbiva usi e costumi e li esibiva, vestendo in modo appariscente e mostrando comportamenti singolari.
Era talmente originale il suo modo di proporsi, da aver fatto esclamare qualcuno: “Se Govi non ci fosse, bisognerebbe inventarlo!”.
Una vita totalmente dedicata alla maratona, per la quale nutriva un amore sviscerato, senza pari, al limite del ragionevole. Non era sposato, e qualcuno malignava: “Ha sposato la maratona”.
Quando compì 42 anni e 195 giorni, riuscì ad avere, dal sindaco del suo paese, il permesso di bloccare un intero quartiere per poterli festeggiare con una maratona ad invito.
La sua, più che un’abitazione, era un museo. Zeppa fino all’inverosimile di medaglie, cimeli, diplomi, coppe, riconoscimenti, carte geografiche, pettorali, souvenir, diagrammi dei tempi impiegati, magliette, pantaloncini, orme di piedi, statue ecc., e il tutto disposto in un ordine maniacale. Visitandolo, nel 2003, sono rimasto sbalordito e un po’ preoccupato.
E’ stato molto imitato. E molto invidiato. Se poi si aggiunge che aveva un carattere non proprio facile e qualche difetto, si spiega l’essersi attirato molte inimicizie. Negli ultimi tempi si era isolato e allontanato, inspiegabilmente, anche dal nostro Club.
Tutto questo suo mondo fantastico si dissolse il 2 luglio del 2010. Durante una gara a staffetta 4×30′, fu colpito da emorragia cerebrale. Questi ultimi tre anni li ha passati su una sedia a rotelle, privo dell’uso della parola e ridotto ad uno stato vegetativo. Solo quando gli si parlava di maratone, l’occhio diventava lucido, il corpo irrequieto e sembrava rinascere. Un male incurabile sopraggiunto ha accelerato la sua fine.
Vale atque vale!
Buone corse, William.
P.S. William può essere salutato presso la Sala Commiato delle Onoranze Funebri Reverberi a Reggio Emilia, Via Terezin 15, domenica dalle 9 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18. Il funerale si svolgerà lunedì pomeriggio dalle 16,30, partendo dalla Sala verso Albinea.
La famiglia invita tutti i suoi amici podisti a vestire abbigliamento sportivo con le società di appartenenza.


