Winschoten (Olanda), 12/09/2015 – Ai Campionati Mondiali ed Europei della 100 km, l’Italia si veste d’argento e bronzo.

Padre Pio non centra. Una gara lunga 100 km mette spietatamente a nudo i limiti, ed esalta quelle virtù che gli azzurri possedevano anche lo scorso anno. L’episodio di Doha va inteso come incidente di percorso, che in una programmazione a lungo termine ci sta tutto.

Sul fatto che dalle nostre parti si sappiano ben gestire le emergenze, è noto. Vito Intini, all’indomani dei Mondiali di 24 ore di Torino 2015, ne metteva in evidenza le gravi carenze organizzative e, allo stesso tempo, esaltava la gestione dell’emergenza sopravvenuta. La conclusione era di spostare tutte le energie sulla programmazione ed evitare le emergenze, che non devono esistere.

Questo concetto sta alla base del successo di Winschoten. Nonostante il “dagli all’untore”, negli alti livelli dirigenziali la disfatta in Qatar è stato trattata come un incidente di programmazione da trasformare in beneficio: la compattezza del gruppo al di sopra di tutto.

foto 2Ecco Giorgio Calcaterra viaggiare con il gruppo di testa a 3:48 nei primi chilometri e poi, date le non perfette condizioni di forma, ridurre il ritmo a 4:12, temendo di perdere nel finale minuti preziosi per la classifica a squadre. Dalla 12^ posizione, risale alla 6^ al 50° km e passa in 4^ posizione al 70° km. Nei tanto temuti ultimi chilometri, emette un ruggito e, innestata la marcia del 3:55, conquista il terzo posto, bronzo europeo e mondiale. E’ felice Sua Maestà Re Giorgio, ma più realista del re: “Non è un buon segno aver corso la prima parte di gara più veloce della seconda, e il 6:36:49 è ben 14 minuti superiore al mio personale”.

Dietro di lui si fanno onore gli altri azzurri, i primi quattro dei quali migliorano il personale:

14° Herman Achmuller 6h54’50”

23° Andrea Zambelli 7h00’51”

27° Silviano Beatrici 7h03’19”

34° Marco Ferrari 7h11’31”

37° Paolo Bravi 7h15’30”

48° Marco Lombardi 7h26’52”

foto 3In virtù di questi piazzamenti, l’Italia conquista l’argento a squadre nel mondiale e nell’europeo.

La gara maschile è stata vinta dal 41enne svedese Jonas Buud in 6:22:44, lontano 4 minuti dal record di Mario Ardemagni; a Doha fu secondo in 6:32:04. Al secondo posto lo spagnolo Asier Cuevas in 6:35:49. Al terzo Giorgio Calcaterra in 6:36:49.

Tra le donne la vittoria è andata alla statunitense Camille Herron in 7:08:35, primato personale. Medaglia d’argento per la svedese Kajsa Berg in 7:20:48 (oro europeo), bronzo per la croata Marija Vrajic in 7:27:11 (argento europeo). Bronzo europeo per la britannica Joasia Zakrzewski. 

Per quanto riguarda le italiane, tre di esse hanno proceduto compatte per spirito di gruppo per buona parte della gara. Sul finire, ognuna ha bruciato a proprio modo le energie residue:

Barbara Cimarrusti 8h05’48”

Francesca Canepa 8h14’28”

Elisabetta Albertini 8h15’27”

Cristina Pitonzo 8h52’42”

Il 12 settembre 2015, mentre a Winschoten Giorgio Calcaterra correva il Campionato Mondiale della 100 km, in Italia si celebrava il Mennea Day, giorno in cui, nel 1979 a Città del Messico, Pietro Mennea conquistava il primato mondiale dei 200 m in 19’72’’, durato 17 anni e battuto da Michael Johnson, tuttora record europeo. Pura coincidenza? Fisicamente non sembrano simili? I valori per i quali combattono non sono gli stessi? Hanno in comune anche il numero 100!

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