La Maratona del Mugello e la Maratona Alzheimer raddoppiano. Nasce la “combinata” dell’Appennino Tosco-Romagnolo.

In occasione della Maratona del Mugello (Borgo San Lorenzo) del 19 settembre e della Maratona Alzheimer (Mercato Saraceno-Cesenatico) oltre alle classifiche relative alle due gare verrà stilata una classifica con la somma dei tempi delle due manifestazioni.

Verrà redatta una classifica maschile ed una femminile.

Saranno inseriti nell’apposita classifica tutti gli atleti che avranno concluso le due maratone.

Tutti i partecipanti ad entrambe le manifestazioni verranno premiati, all’arrivo a Cesenatico, con un gadget ricordo, in particolare verrà donato un prodotto di artigianato realizzato dai ragazzi della cooperativa sociale di Cesenatico C.C.I.L.S.

Il primo uomo e la prima donna per somma dei tempi riceveranno anche un premio speciale.

L’iniziativa nasce dal fatto che si vuole dare un ricordo della manifestazione a chi comunque, nonostante il giorno prima sia in programma una delle più antiche maratone d’Italia (quarantaduesima edizione), abbia la voglia di recarsi a Mercato Saracena per disputare anche la Maratona Alzheimer, anche per manifestare la condivisione con i valori che la Maratona Alzheimer esprime.

foto 3Quindi il collegamento con le due gare è apparso naturale. Il 19 viene disputata una Maratona, quella del Mugello, che dalla prima edizione è sempre stata apprezzata da tutti i maratoneti per il senso di ospitalità che sa offrire, perchè è una competizione che premia tutti i partecipanti con un importante pacco gara; quindi non puntando ad avere grandi “campioni” ma ad avere la partecipazione di amatori, di persone che corrono la domenica per divertimento che, in quella manifestazione, si sentono protagonisti.

Ma è possibile correre due maratone in due giorni successivi?

Da molti anni il mito della maratona quale impresa unica, storica, debilitante per l’organismo, che prosciuga i muscoli e dopo la quale occorrevano mesi di recupero, è stato abbattuto.

Oggi c’è un fiorire di eventi in cui si corrono più maratone in tempi successivi.

Non deve essere frainteso questo come dare poca importanza alla manifestazione, al contrario: è una manifestazione di amore per questa gara unica, con quel suo chilometraggio ben definito.

È la voglia di correrne il numero più alto possibile, di potersi cimentare con quello sforzo molte volte ed è anche la volontà di provare se stessi, di voler verificare come il proprio organismo reagisce, il giorno dopo aver corso una maratona a rimettersi in strada per ritornare a correre quarantadue chilometri.

Il segreto, oltre naturalmente la necessità di essere allenati, è conoscere bene se stessi.

Saper dosare le proprie forze sapendo che dopo il primo giorno, il mattino dopo occorre avere la forza di ripartire anche se le gambe sono indolenzite ed i muscoli, tendini ed articolazioni sono doloranti.

Dopo i primi chilometri gli arti si sciolgono e si supera quella prima fase di difficoltà.

L’altro segreto è quello di non avere l’ansia del cronometro, prendersela comoda, apprezzare la lentezza perché non è una gara contro un avversario esterno ma una sfida lanciata a sé stessi.

Anche negli anni passati diversi sono stati i maratoneti che hanno disputato le due manifestazioni e quest’anno gli organizzatori della Maratona Alzheimer hanno voluto dare loro un riconoscimento. Certificare mediante una classifica il loro impegno.

Questo impegno si esprime con la partecipazione alla Maratona del Mugello con inizio nella giornata di sabato 19 settembre alle 14,30 a Borgo San Lorenzo e, terminata la gara e compiuti gli obblighi di rito quali doccia e cena, vuol dire mettersi in auto in modo da arrivare in albergo a Cesenatico per la essere pronti al via il mattino dopo.

Non saranno tanti questi “pazzi” però il loro numero aumenta di anno in anno anche se questo è un dato non rilevato da alcuna testata giornalistica.

Certamente le persone che corrono più maratone in giorni successivi non sono di interesse per i giornali e le cronache sportive; questi devono dare la notizia esaltando e mettendo in luce il campione, come mito irraggiungibile, irripetibile.

Non capita mai che i commentatori sportivi girino lo sguardo verso quelli che stanno dietro perchè nelle cronache non può essere notizia lo sforzo ordinario di persone normali, con qualche anno in più, a volte anche con qualche chilo di troppo, che corrono senza obiettivi particolari se non quello personalissimo di stare bene e divertirsi.

E quindi, a maggior ragione, non è un fenomeno di interesse giornalistico quello di chi corre più maratone in giornate successive poiché questi probabilmente sono in fondo alla corsa, probabilmente chiacchierano e scherzano con gli altri maratoneti e il pubblico, si divertono, non hanno l’ansia del cronometro.

Ma questo spirito è molto vicino a quello della Maratona Alzheimer, una manifestazione che punta ai valori della solidarietà, del sano divertimento attraverso una manifestazione sportiva, al coinvolgimento e alla partecipazione.

Mi piacerebbe poter dire che sono tutti invitati a partecipare alla combinata, alla speciale classifica della somma dei tempi delle due gare ma so bene che non è possibile, occorre essere preparati per farlo, richiede tempo e allenamento, non è una cosa che si improvvisa, altrimenti ci si può fare del male e il divertimento finisce.

Posso però augurarmi che il numero dei partecipanti alla maratona aumenti ogni anno, perché questo vorrebbe dire che sempre più persone ne apprezzano lo spirito, i benefici fisici e psicologici che questo sport sa dare, e che fra questi siano sempre di più quelli che decidano di iscriversi alla Maratona Alzheimer, che fin dalla prima edizione si è fatta portatrice di questi valori.

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