Partenza domenica 30 luglio 2017 alle ore 08.30 dal gioiellino abruzzese Santo Stefano di Sessanio, poi si attraversano Calascio, Castel del Monte, Valico Capo la Serra, Fonte Vetica, Lago Racollo e arrivo presso il Comune con vista panoramica su Santo Stefano di Sessanio. L’Ultramaratona del Gran Sasso d’Italia 2017 è Campionato Regionale e Criterium Nazionale “Events” Uisp, fa parte del Circuito Corrilabruzzo Uisp ed è Circuito Ultramaratona Grand Prix Iuta.
L’organizzazione della gara è affidata alla A.S.D. Marathon Club Manoppello Sogeda in collaborazione con la Uisp, Usacli, con il patrocinio dei Comuni di Santo Stefano di Sessanio, Calascio, Castel del Monte e il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Nel 2015 gli atleti erano 150, nel 2016 i partecipanti sono quasi raddoppiati 285, si prevede per il 2017 il record d’iscritti.
Il 2017 è una 50 km speciale. Ai nastri di partenza Wouter Decock con un personale nella 100 km di 6h33m52s, nella 50 km 3h01m14s e nella 6 ore 85,867 km. Oltre ad atleti della Nazionale della 100 km Alberico di Cecco e Vito Sardella, ci saranno altri 2 possibili atleti che stanno sulla soglia d’ingresso della Nazionale Giuseppe Minici e Francesca De Sanctis. Ma senza ombra di dubbio, la più attesa è la croata Nikolina Sustic terza assoluta nella 100 km del Passatore 2016 e quinta assoluta quest’anno. Poi il grande Marco Bonfiglio, che oltre a vincere nel 2015 la Atene-Sparta-Atene di 490 km e la 100 miglia di Berlino, ha vinto 3 volte la nove Colli e diverse altre prestigiose gare nazionali e internazionali. Ai nastri di partenza anche Vito Piero Ancora, atleta italiano con il maggior numero di maratone corse (ha festeggiato da poco le 1.000 maratone/ultra); Angela Gargano di Barletta, prima donna ad aver corso 100 maratone in un anno ed inserita nel Guinnes dei primati.
Una gara lunga 50 km, da correre in piena estate, non è il massimo per un podista, ma se la gara si svolge sulla piana nel Parco Nazionale del Gran Sasso “il piccolo Tibet D’Abruzzo”, tutto diventa possibile e affascinante.
Il percorso è impegnativo. Si parte da Santo Stefano di Sessanio 1.251 m s.l.m. e si entra nell’antico borgo fortificato interamente costruito in pietra bianca calcarea imbrunita dal tempo. Purtroppo il terremoto del 2009 ha fatto cadere la bellissima Torre Medicea di cui si prevede la ricostruzione in un anno. Leggera discesa verso il centro abitato di Calascio (1.210 m), si continua a scendere per altri 4 km fino a raggiungere 1.100 m, poi la strada inizia a salire fino ad arrivare a Castel del Monte 1.310 m., si attraversa il centro abitato e inizia la vera salita, paesaggio lunare, splendido, fantastico ed unico, che porterà a Valico Capo la Serra 1.600 m. Dopo una splendida e panoramica discesa, si intravede “l’Imperatore”, il Gran Sasso d’Italia, il più alto massiccio degli Appennini, con la sua cima, il Corno Grande, che sfiora i 3.000 m. Poi si arriva a Fonte Vetica, da dove come d’incanto si possono ammirare il Monte Prena 2.561 m e il monte Camicia 2.564 m. Si attraversa lo splendido altipiano di Campo Imperatore e, prima dell”incrocio del lago Racollo, si vede l’Imperatore nella sua grande maestosità e bellezza. Si gira a sinistra passando davanti al Lago Racollo 1.573 m, altra salita fino al valico 1.628 m, poi 4 km in leggera discesa, un altro piccolo strappo e poi la lunga discesa di quasi 8 km che ci fa ammirare dall’alto il lago e una delle perle d’Abruzzo, Santo Stefano di Sessanio. Si costeggia il lago e il paese basso e la fatica finisce al viale che porta al Comune.
Dopo la gara credetemi vi rimarrà un qualcosa dentro che vi porterete sempre con voi e vi farà ritornare anche il prossimo anno.
Un percorso di gara molto interessante, tecnico ed impegnativo, con un forte dislivello altimetrico di circa 1.000 m, una gara che non ha niente da invidiare ad altre prestigiose 50 km italiane.
Correre in un ambiente così è semplicemente unico e fantastico, le bellezze del paesaggio e l’imponenza delle montagne ti aiutano a sopportare meglio il caldo e la fatica.
L’ultramaratona del Gran Sasso deve essere assolutamente valorizzata per la bellezza naturalistica e paesaggistica e per salvaguardare ed esaltare il territorio incontaminato ed unico del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Ricorderemo prima della partenza il grande Davide De Carolis. Una vita per la montagna: originario di Teramo, si era trasferito a Santo Stefano di Sessanio dove gestiva un agriristoro. Le cime dei nostri monti il suo mondo, quello in cui aveva deciso di rendersi utile, prestando soccorso come volontario: tanto a Rigopiano – dove a poche ore di distanza dalla valanga era riuscito, insieme ai suoi colleghi, a tirar fuori dalle macertie uno dei bambini superstiti – quanto sull’elisoccorso del 118 dove ha perso la vita.
Grazie a tutti e speriamo in una grande giornata di sport, amicizia e solidarietà. E gustiamoci i panorami e il ristoro finale!!!


