Sabato, 25 luglio, “La 6 ore di Barletta 2015”

Cinto da un profondo fossato con ponte levatoio, fu eretto dagli Svevi su una precedente fortezza normanna. Federico II di Svevia (1196-1250) vi soggiornò più volte, e nel 1228 da qui annunciò la partenza per la VI Crociata. Negli anni 1532-37, Carlo V lo rese uno dei più fortificati d’Italia con l’aggiunta di quattro robusti baluardi angolari lanceolati, dandogli la forma di grandiosa simmetria che attualmente ammiriamo.

foto 2Il via sarà dato nello spazio antistante l’entrata al castello, che gli atleti avranno sempre alla loro destra. Sulla sinistra, si imbatteranno negli absidi e campanile del Duomo romanico del sec. XI, nella settecentesca Porta Marina e nel porto. Si è a metà percorso, nella zona in cui la parte posteriore del maniero guarda il mare. Sulle sue poderose mura, i concorrenti potranno scorgere le falle di sei cannonate: “All’alba del 24 maggio 1915 la corazzata austriaca Helgoland apriva rabbiosamente il fuoco contro Barletta indifesa e colpiva questo castello per struttura ed eventi storici glorioso nei secoli. A fiaccare la perfidia nemica immolavasi a lotta impari il Turbine…”. Un viale di ombrosi olmi prima e di odorosi pini poi, riporterà gli ultramaratoneti nella zona partenza-arrivo.

Maggiori sorprese riserva l’interno del castello.

  • La Piazza d’armi nello scenografico cortile quadrato.
  • La Biblioteca comunale “Sabino Loffredo”.
  • La Sala rossa, luogo d’eventi culturali.
  • L’Archivio storico della Resistenza e della Memoria sui fatti storici del 1943: Barletta fu la prima città d’Italia ad opporsi ai tedeschi.
  • Il Museo civico, che ospita il celebre busto in pietra di Federico II di Svevia, unico ritratto dell’imperatore, e la bandiera del IX Reggimento Garibaldino, formato da volontari barlettani protagonisti della presa di Bezzecca nel 1866.
  • La Sezione archeologica, con il Cratere a campana (430 a. c.), il Cratere a mascheroni (IV sec. a. c.) e la lastra marmorea del IV sec. con la raffigurazione di Cristo e gli Apostoli.
  • La Donazione Gabbiani, con dipinti di scuola napoletana.
  • La Donazione Cafiero, comprendente oggetti di artigianato e antiquariato.
  • La Galleria delle marionette, rassegna di pupi siciliani a grandezza d’uomo.

Nel 1964, Pier Paolo Pasolini ha girato “Il Vangelo Secondo San Matteo”; nel 19885, Franco Zeffirelli, ha girato “Otello”; Nel 2001, Pupi Avati ha girato “ I Cavalieri che fecero l’impresa”.

Il 20 dicembre 2015, tra il castello e le absidi del Duomo, partirà la seconda edizione della “Maratona delle Cattedrali”.

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