Tutto pronto per la “6 ore Lavellese” del 29 agosto a Lavello (PZ)

Il pacco gara sarà, come al solito, generoso ed incurante della crisi che attanaglia tutte la manifestazioni podistiche, al costo di rimetterci di tasca propria.

Anche la medaglia non sarà la solita di serie, ma coniata appositamente per la gara.

A fine gara, pasta party, musiche, canti e, per chi avrà ancora energie da spendere dopo 6 ore di corsa sul piattissimo rettangolo di 1055 m, danze e balli.

Lavello, 313 mlm, 15.000 abitanti, città di antichissima origine, deve il suo nome alle conche degli abbeveratoi (labellum in latino), fino a poco tempo fa visibili intorno all’abitato, che dissetavano le greggi durante la transumanza. Il quartiere medievale, con l’immancabile castello di Federico II, è ben conservato e sorge su uno sperone del tavolato murgiano affacciato alla valle dell’Ofanto.

Durante la corsa, allungando il collo, i maratoneti potranno scorgere una macchia azzurra circondata da seminativi: il lago di Abate Alonia, distante 4 km.

Vicinissima, sorge l’antica città di Venosa, patria di Orazio, il poeta del “carpe diem”.

In pochi chilometri, si giunge alla nobilissima città di Melfi. Da qui, gli undici fratelli di Altavilla, oriundi vichinghi, venuti dalla Normandia, diedero inizio, nel 1043, all’epopea normanna nell’Italia meridionale.

 

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