L’organizzazione della gara è affidata alla A.S.D. Marathon Club Manoppello Sogeda in collaborazione con la UISP, con il patrocinio dei Comuni di Santo Stefano di Sessanio, Calascio, Castel del Monte e il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Nel 2015 gli atleti arrivati sono stati 144, nel 2016 gli atleti arrivati sono stati 262, nel 2017 gli arrivati sono stati 359, il 2018 gli arrivati sono stati 449 e si prevedono per il 2019 il record degli iscritti probabilmente ci avvicineremo ai 500 atleti iscritti.
Grossi atleti si sono cimentati in questo splendido percorso negli anni Di Cecco Alberico, D’Innocenti Marco, Fiatone Antonio, Di Paolo Maurizio, Vito Sardella, Minici Giuseppe, Marco Bonfiglio e il Belga Wouter Decock, Lucchese Matteo e Stefano Velatta. Nel campo femminile la Croata Sustic Nikolina ( grande top runners delle ultra ), De Sanctis Francesca, Giuliani Paola e Di Vittorio Elena. Tanti Ultra Maratoneti come Vito Piero Ancora più di 1800 maratone a seguire Michele Rizzitelli, Capecchi Francesco, Angela Gargano di Barletta.
La medaglia dell’ Ultra Maratona del Gran Sasso d’Italia 2019 dipinta a mano su entrambi i lati… stiamo ancora decidendo se su pietra o sau legno dall’artista Morelia Persico di San Valentino in Abruzzo Citeriore ( per fare un capolavoro simile credo che ci vuole tanto amore e passione). Lato A : Rocca Calascio uno dei Castelli più belli al mondo situato a 1.460 metri sul livello del mare (sembra sia la Rocca più alta d’Italia), nel comune di Calascio, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, a soli 40 km di distanza da L’Aquila e circa 150 km da Roma, in primo piano un animale storico del Parco il Lupo Appenninico. Lato B : Dedicato al Torre Medicea di Santo Stefano Torre di avvistamento documentata nel XIV secolo e posta in cima al borgo crollata con il terremoto del 2009, speriamo in una sua veloce ricostruzione.
E’ inutile dirvi che questa non è una semplice medaglia ma è una medaglia piena di significato e storia del nostro territorio. L’Ultramaratona del Gran Sasso d’Italia è AMORE, PASSIONE, SOFFERENZA e GIOIA e lo trasmette agli atleti, organizzatori, sponsor e abitanti. Adesso ragazzi e amici runners non vi resta che correre lì dove la strada si perde nella natura nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Una gara lunga 50 km, da correre in piena estate, non è il massimo per un podista, ma se la gara si svolge sulla piana nel Parco Nazionale del Gran Sasso “il piccolo Tibet D’Abruzzo”, tutto diventa possibile e affascinante.
Il percorso è impegnativo, si parte da Santo Stefano di Sessanio 1251 m si entra nell’antico borgo fortificato, interamente costruito in pietra bianca calcarea, imbrunita dal tempo, purtroppo il terremoto del 2009 ha fatto cadere la bellissima Torre Medicea, speriamo in una sua ricostruzione, la prima pietra è stata piazzate, si prevede la sua costruzione in un anno, leggera discesa verso il centro abitato di Calascio 1210 m, si continua a scendere per altri 4 km fino a raggiungere 1100 m, poi la strada inizia a salire fino ad arrivare a Castel del Monte 1310 m., si attraversa il centro abitato e inizia la vera salita, paesaggio lunare, splendido, fantastico ed unico, che porterà a Valico Capo la Serra 1600 m, poi una splendida e panoramica discesa, si intravede “l’Imperatore”, il Gran Sasso d’Italia, il più alto massiccio degli Appennini, con la sua cima, il Corno Grande, che sfiora i 3000 m, poi si arriva a Fonte Vetica, da dove come d’incanto si possono ammirare il Monte Prena 2561 m e il monte Camicia 2564 m. Poi si attraversa lo splendido altipiano di Campo Imperatore e, prima dell”incrocio del lago Racollo, si vede l’Imperatore nella sua grande maestosità e bellezza, si gira a sinistra passando davanti al Lago Racollo 1573 m, altra salita fino al valico 1628 m, poi 4 km in leggera discesa, un altro piccolo strappo e poi la lunga discesa di quasi 8 km che ci fa ammirare dall’alto il lago e una delle perle d’Abruzzo, Santo Stefano di Sessanio, si costeggia il lago e il paese basso e la fatica finisce al viale che porta al Comune. Dopo la gara credetemi vi rimarrà un qualcosa dentro che vi porterete sempre con voi e vi farà ritornare anche il prossimo anno.
Un percorso di gara molto interessante, tecnico ed impegnativo, con un forte dislivello altimetrico di circa 1000 m, una gara che non ha niente da invidiare ad altre prestigiose 50 km italiane.
Correre in un ambiente così è semplicemente unico e fantastico, le bellezze del paesaggio e l’imponenza delle montagne ti aiutano a sopportare meglio il caldo e la fatica.
L’ultramaratona del Gran Sasso deve essere assolutamente valorizzata per la bellezza naturalistica, paesaggistica e per salvaguardare ed esaltare il territorio incontaminato ed unico del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Grazie a tutti e speriamo in una grande giornata di sport, amicizia e solidarietà. E gustiamoci i panorami e il ristoro finale!!!
A 10 anni dal terremoto 2009 – 2019 si correrà anche per le 309 vittime, per i loro famigliari e per ricostruire il futuro.
Speriamo anche in una rapida ricostruzione della Torre Medicea ( sentinella del Borgo )
Nel distretto “Terre della Baronia” sono compresi alcuni tra i più bei borghi medievali d’Italia, veri e propri gioielli incastonati in un paesaggi di raro pregio. Dal punto di vista naturalistico questo è il regno dei pastori, dei lupi, delle volpi, delle lepri, una moltitudine di insetti mimetici e di coloratissime farfalle, del gheppio e della coturnice; qui il camoscio appenninico ha ritrovato, a cento anni dalla sua estinzione sul Gran Sasso, il suo habitat di elezione. La natura del distretto si caratterizza per i paesaggi erbosi e molte presenze di grande valore fito e zoogeografico, come l’Adonis Vernalis, nella sua unica stazione italiana, e la Stipe, tipiche della Steppa. In questa area, più che altrove, si sono conservati paesaggi rurali di origine molto antica, come i campi aperti risalenti al Medioevo, i mandorleti, le piccole valli coltivate oltre i 1500 metri di quota. Lo splendido borgo mediceo di Santo Stefano di Sessanio costituisce il fulcro del Distretto e rappresenta, attraverso la messa a punto di una speciale “Carta dei Valori”, un modello di intervento particolarmente riuscito nella strategia di tutela e riqualificazione ambientale portata avanti dal Parco. Meritano inoltre una visita Balascio, con le sue caratteristiche case-torri, dominate dall’antica Rocca, la fortificazione più alta e spettacolare dell’intero Appennino Centrale, location di famose produzioni cinematografiche, Castel del Monte, uno dei più interessanti e ben conservati esempi di fortificazione urbana, Castelvecchio Calvisio, dal quale è ancora perfettamente riconoscibile l’antico impianto ellittico, e il borgo fortificato di Carapelle Calvisio, dalla cui antica Baronia del Distretto prende il nome. Il terremoto del 2009 purtroppo ha fatto tantissimi danni nel distretto. I sapori del distretto sono Cicerchia, Lenticchie, Zafferano, Pecorino Canestrato di Castel del Monte. Alcuni piatti tipici Raviolini funghi e tartufo, fettuccine asparagi e zafferano, zuppa di lenticchie, gnocchetti allo zafferano.
Franco Schiazza – A.S.D. – M.C. Manoppello Sogeda




