Ultra Maratona del Gran Sasso d’Italia

L’Ultramaratona del Gran Sasso d’Italia 2018 è inserita nel calendario Nazionale GRAN PRIX IUTA 2018 DI ULTRAMARATONA ed è CAMPIONATO REGIONALE 50 km SU STRADA UISP e fa parte del Circuito Corrilabruzzo UISP.

L’organizzazione della gara è affidata alla A.S.D. Marathon Club Manoppello Sogeda in collaborazione con la UISP, con il patrocinio dei Comuni di Santo Stefano di Sessanio, Calascio, Castel del Monte e il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Nel 2015 gli atleti arrivati sono stati 144, nel 2016 gli atleti arrivati sono stati 262, nel 2017 gli arrivati sono stati 359, si prevede per il 2018 il record degli iscritti al momento più di 430 atleti.
Grossi atleti si sono cimentati in questo splendido percorso negli anni Di Cecco Alberico, D’Innocenti Marco, Vito Sardella, Minici Giuseppe, Marco Bonfiglio e il Belga Wouter Decock. Nel campo femminile la Croata Sustic Nikolina ( grande top runners delle ultra ) e De Sanctis Francesca. Tanti Ultra Maratoneti come Vito Piero Ancora più di 1100 maratone a seguire Michele Rizzitelli, Capecchi Francesco, Angela Gargano di Barletta, prima donna ad aver corso 100 maratone in un anno ed inserita nel Guinnes dei primati.
La medaglia dell’ Ultra Maratona del Gran Sasso d’Italia 2018 dipinta a mano su entrambi i lati… su pietra della Majella… dall’artista Morelia Persico di San Valentino in Abruzzo Citeriore ( per fare un capolavoro simile credo che ci vuole tanto amore e passione). Lato A : Guerriero di Capestrano è una “icona” simbolo dell’Abruzzo e della sua identità ( una delle sculture più importanti in Italia ), con lo sfondo del Gran Sasso d’Italia. Lato B : Dedicato al Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga , uno dei parchi più suggestivi d’Italia, regala setting e panorami unici e di intensa suggestione, raffigurati il Camoscio Appenninico e la Pulsatilla (pianta comune sulle Alpi, ma rarissima nell’Appennino, tanto amata da Davide De Carolis). E’ inutile dirvi che questa non è una semplice medaglia, per voi atleti dovrà essere la medaglia che meglio rappresenta il nostro territorio e deve esaltare la forza di un ragazzo che dopo essersi adoperato per la tragedia di Rigopiano (uno dei primi ad arrivare sul posto) è rimasto vittima in un semplice intervento a Campo Felice con l’elisoccorso. Il fiore che tanto amava è per lui, a lui intitolato anche un Sentiero della Pulsatilla a Santo Stefano di Sessanio!!! Il Gran Sasso è AMORE e PASSIONE, e lo trasmette agli atleti, organizzatori, sponsor e abitanti. Adesso ragazzi e amici runners non vi resta che correre lì dove la strada si perde nella natura nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Una gara lunga 50 km, da correre in piena estate, non è il massimo per un podista, ma se la gara si svolge sulla piana nel Parco Nazionale del Gran Sasso “il piccolo Tibet D’Abruzzo”, tutto diventa possibile e affascinante.
Il percorso è impegnativo, si parte da Santo Stefano di Sessanio 1251 m si entra nell’antico borgo fortificato, interamente costruito in pietra bianca calcarea, imbrunita dal tempo, purtroppo il terremoto del 2009 ha fatto cadere la bellissima Torre Medicea, speriamo in una sua ricostruzione, la prima pietra è stata piazzate, si prevede la sua costruzione in un anno, leggera discesa verso il centro abitato di Calascio 1210 m, si continua a scendere per altri 4 km fino a raggiungere 1100 m, poi la strada inizia a salire fino ad arrivare a Castel del Monte 1310 m., si attraversa il centro abitato e inizia la vera salita, paesaggio lunare, splendido, fantastico ed unico, che porterà a Valico Capo la Serra 1600 m, poi una splendida e panoramica discesa, si intravede “l’Imperatore”, il Gran Sasso d’Italia, il più alto massiccio degli Appennini, con la sua cima, il Corno Grande, che sfiora i 3000 m, poi si arriva a Fonte Vetica, da dove come d’incanto si possono ammirare il Monte Prena 2561 m e il monte Camicia 2564 m. Poi si attraversa lo splendido altipiano di Campo Imperatore e, prima dell”incrocio del lago Racollo, si vede l’Imperatore nella sua grande maestosità e bellezza, si gira a sinistra passando davanti al Lago Racollo 1573 m, altra salita fino al valico 1628 m, poi 4 km in leggera discesa, un altro piccolo strappo e poi la lunga discesa di quasi 8 km che ci fa ammirare dall’alto il lago e una delle perle d’Abruzzo, Santo Stefano di Sessanio, si costeggia il lago e il paese basso e la fatica finisce al viale che porta al Comune. Dopo la gara credetemi vi rimarrà un qualcosa dentro che vi porterete sempre con voi e vi farà ritornare anche il prossimo anno.
Un percorso di gara molto interessante, tecnico ed impegnativo, con un forte dislivello altimetrico di circa 1000 m, una gara che non ha niente da invidiare ad altre prestigiose 50 km italiane.
Correre in un ambiente così è semplicemente unico e fantastico, le bellezze del paesaggio e l’imponenza delle montagne ti aiutano a sopportare meglio il caldo e la fatica.
L’ultramaratona del Gran Sasso deve essere assolutamente valorizzata per la bellezza naturalistica, paesaggistica e per salvaguardare ed esaltare il territorio incontaminato ed unico del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Grazie a tutti e speriamo in una grande giornata di sport, amicizia e solidarietà. E gustiamoci i panorami e il ristoro finale!!!
Corriamo anche per la ricostruzione della Torre Medicea.
Nel distretto “Terre della Baronia” sono compresi alcuni tra i più bei borghi medievalid’Itali, veri e propri gioielli incastonati in un paesaggi di raro pregio. Dal punto di vista naturalistico questo è il regnodei pastori, dei lupi, delle volpi, delle lepri, una moltitudine di insetti mimetici e di coloratissime farfalle, del gheppio e della coturnice; qui il camoscio appenninico ha ritrovato, a cento anni dalla sua estinzione sul Gran Sasso, il suo habitat di elezione. La natura del distretto si caratterizza per i paesaggi erbosi e molte presenze di grande valore fito e zoogeografico, come l’Adonis Vernalis, nella sua unica stazione italiana, e la Stipe, tipiche della Steppa. In questa area, più che altrove, si sono conservati paesaggi rurali di origine molto antica, come i campi aperti risalenti al Medioevo, i mandorleti, le piccole valli coltivate oltre i 1500 metri di quota. Lo splendido borgo mediceo di Santo Stefano di Sessanio costituisce il fulcro del Distretto e rappresenta, attraverso la messa a punto diuna speciale “Carta dei Valori”, un modello di intervento particolarmente riuscito nella strategia di tutela e riqualificazione ambientale portata avanti dal Parco. Meritano inoltre una visita Balascio, con le sue caratteristiche case-torri, dominate dall’antica Rocca, la fortificazione piu alta e spettacolare dell’intero Appennino Centrale, location di famose produzioni cinematografiche, Castel del Monte, uno dei più interessanti e ben conservati esempi di fortificazione urbana, Castelvecchio Calvisio, dal quale è ancora perfettamente riconoscibile l’antico impianto ellittico, e il borgo fortificato di Carapelle Calvisio, dalla cui antica Baronia del Distretto prende il nome. Il terremoto del 2009 purtroppo ha fatto tantissimi danni nel Distetto.
I sapori del distretto sono Cicerchia, Lenticchie, Zafferano, Pecorino Canestrato di Castel del Monte. Alcuni piatti tipici Raviolini funghi e tartufo, fettuccine asparagi e zafferano, zuppa di lenticchie, gnocchetti allo zafferano.
Franco Schiazza – A.S.D. – M.C. Manoppello Sogeda

 

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